UDC, otto candidati e un grande favorito: la corsa (incerta) di Thomas Aeschi

Il partito valuta due possibili ticket per massimizzare le possibilità del capogruppo, tra pressioni interne e contatti trasversali a Berna
BERNA - Un "parco candidati" di ben otto nomi, ma con un favorito chiaro. Almeno per gli strateghi di partito. È questa al momento la situazione in casa UDC, che si trova a dover districare la matassa che condurrà alla successione del consigliere federale UDC. Sebbene ci sia tempo fino al 20 novembre per delineare la linea ufficiale, secondo il Blick ci sarebbero un'idea che andrebbe per la maggiore e un nome ben preciso: quello di Thomas Aeschi.
Il capogruppo UDC alle Camere viene considerato un elemento dotato di tutte le competenze necessarie per occupare un seggio in Consiglio federale. C'è un solo, piccolo problema: al momento Aeschi esita a scendere ufficialmente in campo. Molti suoi colleghi a Berna sono però sicuri: «Se si candida, sarà sicuramente sul ticket». Voci di corridoio, raccolte dal portale svizzero-tedesco, lo vorrebbero in contatto con svariati parlamentari di altri partiti, in una sorta di sondaggio informale delle proprie possibilità di essere eletto.
Ci sarebbe però un ulteriore elemento di pressione: la possibilità che non voglia far parte della sfida. «Se non si candida, può essere interpretato come un segno di debolezza. Si potrebbe avere l'impressione che tema di assumersi le proprie responsabilità», sostiene qualcuno in casa democentrista. Anche se c'è chi, al contrario, pensa che Aeschi non abbia niente da perdere.
Il Blick si lancia inoltre nella previsione di due possibili ticket, pensati per massimizzare le possibilità di Aeschi. Il primo è quello "dei duri e puri", nel quale ad affiancarlo ci potrebbe essere un esponente della linea più oltranzista del partito. Si fanno i nomi del vallesano Michael Graber e del solettese Rémy Wyssmann, anche se entrambi non convincerebbero tutti appieno. Il primo per la sua rigidità, il secondo per la fama di "cane sciolto".
Il secondo ticket è quello "della sicurezza", nel quale Aeschi potrebbe essere affiancato da un esponente dell'ala più moderata del partito. I nomi ricorrenti sono quelli del consigliere di Stato vallesano Franz Ruppen e del consigliere di Stato bernese Pierre-Alain Schnegg.
Non è però chiusa la partita per nessuno (o quasi) degli altri potenziali successori di Parmelin. Céline Amaudruz, che rivendica il seggio per la Romandia, non convince i colleghi svizzero-tedeschi. Decisamente più apprezzato è Marco Chiesa, anche se la presenza di Ignazio Cassis in Consiglio federale potrebbe essere da ostacolo. L'unico considerato senza speranza è il consigliere di Stato argoviese Jean-Pierre Gallati.



