Sempre più famiglie monoparentali in assistenza

L'aumento dei casi è legato soprattutto a una carenza di formazione e alla difficoltà di conciliare lavoro e cura dei figli.
BERNA - Benché il ricorso all'assistenza sia rimasto stabile nelle città nel 2025, sono sempre più numerose le famiglie monoparentali che vi ricorrono. E con loro i bambini: sono interessati quasi sei minori su dieci, contro il 52% del 2010.
È quanto emerge dall'analisi per il 2025 diffusa oggi dall'Iniziativa delle città per la politica sociale che ha elaborato i dati di 14 località di riferimento, fra cui Coira, ma nessuna in Ticino), cui si sono aggiunte sei altre località (tutte della Svizzera romanda) per l'analisi specifica sui nuclei monoparentali.
Il rischio di povertà è nettamente più elevato per le famiglie monoparentali rispetto ad altre tipologie di nuclei familiari, si legge nel rapporto. Molto spesso, l'assistenza costituisce un elemento essenziale che integra un reddito insufficiente a provvedere alle necessità di una famiglia.
«Chi deve occuparsi da solo della famiglia si trova spesso ad affrontare diverse sfide», ha spiegato ai media l'autrice dello studio, Michelle Beyeler, dell'Università di Zurigo. Tra queste figurano, ad esempio, i problemi finanziari o legate allo stato di salute, nonché le difficoltà nel conciliare la vita familiare con quella lavorativa.
Formazione carente
Il fatto che le persone coinvolte debbano spesso fare affidamento sull'assistenza per anni è dovuto soprattutto alla mancanza di qualifiche professionali, come evidenzia ulteriormente il rapporto. Inoltre, mancano offerte formative adeguate, come sottolineano i servizi sociali comunali.
«Ben il 70% dei genitori single che percepiscono l'assistenza non possiede una formazione riconosciuta. Recuperare tale lacuna è spesso molto difficile per loro», ha sottolineato Beyeler. «L'istruzione è il fattore chiave per evitare di cadere in assistenza», ha aggiunto la ricercatrice.
A complicare la situazione si aggiunge il problema dell'assistenza all'infanzia: ben la metà dei servizi sociali segnala una carenza di posti disponibili. Inoltre, molti asili nido chiudono nelle prime ore della sera. I genitori single, tuttavia, lavorano spesso nel settore della vendita, dei servizi o delle cure alla persona, ovvero durante orari non convenzionali o nei fine settimana.
Più posti per custodia dei figli
A parere di Beyeler, poter affidare i propri figli a una struttura di accoglienza rappresenta un presupposto fondamentale affinché sia possibile lavorare o seguire un percorso formativo. «Laddove i genitori soli - nella maggior parte dei casi donne - avrebbero bisogno di questo sostegno, esso non è sovente disponibile».
Quelle città che stanno facendo esperienze positive con le prestazioni complementari per le famiglie, «contribuiscono in modo significativo a ridurre la durata della permanenza a carico del pubblico», ha rimarcato Nicolas Galladé, presidente dell'Iniziativa delle città per la politica sociale.
Losanna, per esempio, registra risultati tangibili nella riduzione della durata della percezione degli aiuti sociali grazie alle prestazioni integrative per le famiglie. Bienne (BE) punta inoltre su servizi di consulenza mirati per sostenere le madri nel reinserimento professionale dopo lunghe assenze dovute alla cura dei figli.
L'Iniziativa delle città sottolinea tuttavia che il sostegno alle famiglie monoparentali va oltre l'assistenza sociale. Sono necessari anche adeguamenti nelle politiche familiari, educative e abitative.
Alcuni dati
Nel 2025, il tasso di assistenza sociale ammontava in media al 3,9% nelle quattordici città di riferimento, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Coira figura fra le città con la quota più bassa (2,4%) per quanto attiene al tasso di assistenza, Bienne e Losanna sono in cima alla lista (7,8% rispettivamente 6,8%)
Nella maggior parte delle città, circa un quarto o più delle famiglie monoparentali con figli minorenni percepisce l'assistenza. Il rischio è praticamente quintuplicato rispetto all'insieme delle famiglie. Circa sei minorenni beneficiari dell'assistenza sociale su dieci vivevano in una famiglia monoparentale, con un aumento dal 52% del 2010 al 59% dal 2025.



