«Quanto vale la sicurezza di vostro figlio?» Ricatto da 50'000 franchi a una procuratrice

A corto di soldi, una trentenne avrebbe preso di mira il figlio della magistrata che l’aveva accusata nel 2022. In casa sua trovati manette, fascette, un martello e un coltello.
VEVEY - L’e-mail lasciava ben pochi dubbi. «In quanto genitori, siete pronti a pagare quanto per la sicurezza di vostro figlio?» Dietro queste parole, indirizzate al marito di una procuratrice vodese, si delineava la minaccia del rapimento del loro bambino e una richiesta di riscatto di 50 000 franchi. Lunedì, il Tribunale correzionale di Vevey ha condannato l’autrice, una vodese sulla trentina, a quattro anni di prigione, riferisce 24 heures.
La trentenne conosceva la magistrata, che aveva sostenuto l’accusa durante il suo processo per eccesso di velocità, nel 2022.
Condannata a due anni di prigione con la condizionale dopo essere stata pizzicata a oltre 256 km/h, nega tuttavia di aver agito per vendetta.
La vodese ha riconosciuto il tentativo di estorsione, ma ha contestato di aver preparato un rapimento.
Manette e fascette stringitubo
Il messaggio, inviato da un indirizzo anonimo, concedeva 48 ore ai genitori per versare il riscatto. Allertata, la procuratrice aveva avvisato la polizia e suo figlio era stato messo al sicuro.
Gli inquirenti avevano poi ritrovato, al domicilio dell’imputata, delle manette, delle fascette stringitubo, un martello e un coltello.
Per le parti civili, questi elementi dimostravano il pericolo corso dal bambino. Il tribunale l’ha condannata a 4 anni di prigione, una pena complessiva che revoca la condizionale di due anni fa. La sanzione è accompagnata da un trattamento ambulatoriale.



