Allarme SEM: senza nuovi fondi, si rischia la paralisi

L’aumento dei costi e il taglio ai finanziamenti mettono a rischio la trasformazione digitale della banca dati sulla migrazione.
BERNA - La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) rischia la paralisi se non riceverà risorse aggiuntive per la trasformazione della propria banca dati. Inizialmente preventivato a circa 66 milioni, il rinnovo del sistema dovrebbe costare quattro volte di più.
Secondo un rapporto del Controllo federale delle finanze (CDF), quattro anni fa il Parlamento aveva stanziato un budget per finanziare la trasformazione della banca dati, denominata SYMIC, ormai superata. La banca dati raccoglie i dati dei cittadini stranieri residenti in Svizzera e conta 30 mila utenti fra Confederazione, Cantoni e Comuni.
L'obiettivo era quello di ridurre i costi. Tuttavia, da allora le stime sono state riviste al rialzo. La SEM stima ora per 193 milioni (stato: 2024).
I costi del programma sono aumentati sensibilmente, constata il CDF. Parallelamente, il Consiglio federale ha ridotto i fondi destinati al rinnovo del SYMIC nell'ambito del piano di alleggerimento 2027. Sono previste ulteriori riduzioni per il 2029 e il 2030.
Il CDF prevede ulteriori ritardi pari a costi annuali stimati in 25 milioni. Il nuovo sistema non sarà operativo prima del 2032. Queste nuove condizioni compromettono non solo la trasformazione della banca dati, ma anche la capacità della SEM di garantire le proprie attività, sottolinea il CDF.
La SEM dovrà infatti attuare i requisiti derivanti dal pacchetto Svizzera-UE entro il 2028. Per questo vanno garantite con la massima urgenza le risorse umane necessarie.
Il CDF pensa che il carico di lavoro e i costi dei vari progetti siano stati sottostimati. Per questo raccomanda alla SEM di rivedere completamente la propria pianificazione.
Nella sua presa di posizione, la SEM assicura di aver avviato le revisioni necessarie per poter dare il via ai lavori non appena sarà presa la decisione sul pacchetto Svizzera-UE.



