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SVIZZERA

Ogni giorno, minacce e insulti sui social: «Cancellarli e basta ormai non è più sufficiente»

La violenza e le molestie verbali nei confronti di personalità politiche sono letteralmente esplose negli ultimi anni. Per molti candidate (e candidati) mancano tutele e sostegno. Ma da ottobre qualcos(in)a cambierà.
Ogni giorno, minacce e insulti sui social: «Cancellarli e basta ormai non è più sufficiente»
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Fonte Tages-Anzeiger
Ogni giorno, minacce e insulti sui social: «Cancellarli e basta ormai non è più sufficiente»
La violenza e le molestie verbali nei confronti di personalità politiche sono letteralmente esplose negli ultimi anni. Per molti candidate (e candidati) mancano tutele e sostegno. Ma da ottobre qualcos(in)a cambierà.

ZURIGO - Chi fa politica in Svizzera, oggi, deve mettere in conto anche questo: ricevere quotidianamente i peggiori appellativi immaginabili, se non addirittura minacce di violenza.

L'annuncio di una discesa in campo sui social e, nei commenti sottostanti, i complimenti svaniscono inghiottiti dagli insulti, spesso e volentieri pesanti. È quello a cui deve piegarsi chi, oggi, in Ticino e in Svizzera decide di partecipare alla vita politica.

Ne ha parlato di recente il TagesAnzeiger in un articolo che sembra proprio cadere “a fagiolo” con alcuni annunci di candidatura per le prossime amministrative cantonali.

Discese in campo al vetriolo
Stiamo parlando di quello di Sergio Savoia, neo candidato per Avanti con Ticino&Lavoro. Il caso dell'ex-Verde, ora “fucsia”, fa eco a quanto successo non moltissimi giorni prima alla sua ex compagna di partito Greta Gysin. Subissata di improperi, anche sessisti, dopo aver svelato le sue ambizioni a un seggio al Consiglio di Stato.

La stessa Gysin ha poi risposto per le rime ai troll in un video pubblicato su Facebook lo scorso 24 agosto. «Mi diverto non poco a rispondere agli attacchi, avendo ormai vent'anni di politica alle spalle e la pelle dura abbastanza da non prendere più tutto sul personale», ha chiosato.

Ma c'è un punto su cui non transige: «gli insulti, le minacce, la violenza non sono normali», dice guardando dritta in camera. «Non dobbiamo abituarci a considerarli il prezzo da pagare per le persone che si espongono pubblicamente».

Numeri da record
I due casi ticinesi sopracitati si inseriscono in una tendenza che, secondo i dati dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) svelati dal Tages-Anzeiger, non aveva mai raggiunto livelli così alti.

Nel 2025 le segnalazioni di minacce e violenze verbali contro parlamentari, membri del Consiglio federale e dipendenti della Confederazione sono state 645, un record assoluto. In circa il 12% dei casi si è parlato di rischio elevato, con reati che spaziano dalla diffamazione allo stalking.

Una rilevazione dell'Ufficio federale di statistica del 2023 mostra inoltre che il 60% dei giovani tra i 15 e i 29 anni dichiara di essere stato recentemente confrontato con discorsi d'odio online.

Non solo sessismo, anche razzismo
A raccontare le storie nel pezzo del “Tagi”, sono anche altre figure politiche della scena elvetica. La solettese Marlene Fischer, consigliera cantonale dei Verdi, ha raccolto circa 2'000 commenti offensivi dopo aver pubblicato contenuti sullo sciopero delle donne 2026 - frasi come «sei solo una va**a», «una catena dal letto alla cucina» o veri e propri auguri di violenza sessuale - e ha infine sporto denuncia alla polizia.

Il consigliere nazionale socialista Arbër Bullakaj, nato in Kosovo, racconta di essere insultato quotidianamente con epiteti razzisti come «Papierschweizer» (svizzero solo sulla carta, ndr). La co-presidente del PLR Susanne Vincenz-Stauffacher denuncia invece un'escalation attorno all'iniziativa sui 10 milioni, dopo aver già visto, nel 2019, tutti i suoi manifesti elettorali imbrattati con la scritta «pu***na».

Da ottobre qualcos(in)a cambierà
Le vittime concordano su un punto: cancellare i commenti non basta, serve un cambiamento nella cultura del dibattito pubblico se non addirittura del Codice penale.

Da ottobre, chi subisce violenza digitale in Svizzera potrà rivolgersi a un nuovo sportello, Hatehelp, lanciato dall'associazione Fairmedia dopo lo scioglimento di Netzcourage, per anni punto di riferimento in questo ambito. Il servizio offrirà una prima consulenza gratuita, sostegno emotivo, una valutazione legale e aiuto tecnico a chi si trova alle prese con i troll e con i leoni da tastiera.

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