L'eclissi solare e quei danni alla retina che possono passare inosservati

Gli studi oculistici svizzeri registrano un aumento di richieste. Due esperti spiegano quando è il caso di andare dal medico
Gli studi oculistici svizzeri registrano un aumento di richieste. Due esperti spiegano quando è il caso di andare dal medico
SVIZZERA - Dopo l’eclissi solare di mercoledì, negli studi oculistici svizzeri è stato registrato un aumento delle richieste. Alcune persone hanno infatti osservato direttamente il sole senza occhiali protettivi. L’assenza di sintomi non esclude necessariamente un danno alla retina.
Secondo l’oculista zurighese Corina Röscheisen, piccoli danni possono restare inosservati, soprattutto se interessano un’area leggermente decentrata rispetto al campo visivo. Non esiste inoltre una durata precisa oltre la quale l’esposizione diventa dannosa: entrano in gioco caratteristiche individuali, come l’età, l’ampiezza della pupilla e condizioni pregresse. I bambini possono essere più sensibili perché il loro cristallino è ancora più trasparente.
La retina può in alcuni casi riprendersi completamente, ma la prognosi dipende dall’estensione e dalla posizione del danno. Piccoli difetti possono essere parzialmente compensati dal cervello, mentre una lesione al centro del campo visivo può lasciare una macchia scura. Röscheisen raccomanda, dopo un’esposizione, di evitare ulteriori radiazioni, proteggersi con occhiali da sole, cappello e restare all’ombra.
Non esiste una terapia specifica consolidata, spiega l’oculista Niklas Winkler: generalmente si attende un’eventuale rigenerazione spontanea della retina. Il cortisone è stato impiegato in alcuni casi, ma senza prove scientifiche convincenti sulla sua efficacia. Le cellule visive distrutte non possono essere semplicemente sostituite.
Secondo Winkler, chi non presenta alcun disturbo normalmente non necessita di una visita preventiva. Una macchia centrale, una visione distorta, difficoltà nella lettura, cambiamenti nella percezione dei colori o un calo della vista richiedono invece un controllo tempestivo con scansione OCT.
Nella vita quotidiana, in presenza di forte irraggiamento solare, l’esperto raccomanda occhiali con indicazione «UV400» o «100 per cento di protezione UV»: un’esposizione elevata e prolungata può anche favorire nel tempo lo sviluppo della cataratta.







