Le Casse disoccupazione dovrebbero essere (finalmente) tornate alla normalità

La Seco: «Situazione in via di normalizzazione dopo i disagi di inizio anno». Restano però margini di miglioramento e per i casi complessi restano ritardi.
ZURIGO - Le casse disoccupazione stanno tornando alla normalità dopo le difficoltà registrate a inizio anno con l’introduzione del sistema di pagamento ASAL. Lo comunica la Segreteria di Stato dell’economia (Seco), secondo cui dalla fine di giugno i principali problemi informatici sono stati risolti e i pagamenti sono nuovamente in linea.
Il passaggio al nuovo sistema aveva provocato forti disagi: guasti tecnici e rallentamenti avevano causato ritardi nell’elaborazione delle domande, costringendo molte persone ad attendere le indennità e il personale a lavorare con numerosi straordinari.
Oggi, ha spiegato Jérôme Cosandey, direttore della Direzione del lavoro della Seco, i ritardi sono per lo più legati a documentazione incompleta, casi complessi o tempi di attesa previsti dalla legge, e solo raramente a problemi tecnici.
Permangono tuttavia effetti indiretti della fase critica. Diverse casse hanno ridotto gli orari di sportello e telefonici per concentrarsi sulla gestione delle pratiche, rendendo più difficile il contatto con i consulenti. Inoltre, i casi più complessi continuano a richiedere tempi più lunghi, come già avveniva prima dell’introduzione del nuovo sistema.
Per far fronte al carico di lavoro, le casse hanno aumentato il personale di circa il 15%, pari a 280 persone. Non è però chiaro quanto di questo incremento sia legato ai problemi tecnici e quanto all’aumento della disoccupazione, che nel luglio di quest’anno ha superato le 139'000 persone, circa 10'000 in più rispetto all’anno precedente, con un tasso del 3,0%.
Secondo Urban Camenzind, presidente della Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica, la normalizzazione è in corso ma non sono ancora disponibili sufficienti riserve. Il progetto dovrebbe concludersi entro fine anno, quando un rapporto finale analizzerà le criticità e le possibili migliorie.
Il nuovo sistema, che sostituisce uno vecchio di 30 anni, punta a garantire maggiore trasparenza e un’applicazione uniforme del diritto, anche se dovrà diventare più semplice da utilizzare.



