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Troppo caldo? I trucchi psicologici per provare a sentirsi più al fresco

Dai suoni dell’acqua alle immagini di neve: come “ingannare” il cervello per ridurre la percezione del caldo
Troppo caldo? I trucchi psicologici per provare a sentirsi più al fresco
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Fonte Ats
Troppo caldo? I trucchi psicologici per provare a sentirsi più al fresco
Dai suoni dell’acqua alle immagini di neve: come “ingannare” il cervello per ridurre la percezione del caldo

ZURIGO - In un’estate torrida che sta mettendo alla prova la Svizzera e buona parte dell’Europa, il sollievo dal caldo potrebbe passare non solo da ventilatori e condizionatori, ma anche dalla mente. Secondo Charles Spence, professore di psicologia cognitiva all’Università di Oxford, la percezione della temperatura è influenzata anche dagli stimoli sensoriali, che possono essere sfruttati per farci sentire più freschi.

In un’intervista pubblicata dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ), lo studioso spiega come alcune culture utilizzino da tempo questi accorgimenti. In Giappone, ad esempio, si parla di “Ryōkan”, un senso di freschezza evocato da immagini e suoni: la vista di una piscina o di montagne innevate, così come il rumore dell’acqua che scorre, possono contribuire ad alleviare lo stress da calore.

Non si tratta solo di suggestioni. Studi scientifici confermano che la percezione termica può variare in base all’ambiente sensoriale. Una ricerca condotta da Julia Winzen per il Centro aerospaziale tedesco ha dimostrato, ad esempio, che il colore della luce in una cabina simulata può modificare la sensazione di caldo o freddo.

Gli effetti, tuttavia, restano limitati: la variazione percepita è di uno o pochi gradi e non può trasformare condizioni estreme in un clima realmente fresco. L’obiettivo è piuttosto ampliare la cosiddetta “zona di comfort termico”, che negli ambienti interni estivi si situa tra 23 e 26 gradi, permettendo così di ridurre leggermente l’uso del condizionatore e risparmiare energia.

Le percezioni, inoltre, non sono uguali per tutti. Le donne, in media, hanno una zona di comfort termico più alta di circa tre gradi rispetto agli uomini e tendono a sudare meno facilmente. Anche le associazioni sensoriali variano tra culture diverse, segno che il modo in cui il cervello interpreta gli stimoli non è universale.

Per chi cerca sollievo in ufficio o a casa, i consigli sono semplici: usare suoni naturali come l’acqua in sottofondo o scegliere immagini fresche, come paesaggi innevati. Nei casi di caldo intenso, però, restano indispensabili anche soluzioni pratiche: un ventilatore o persino una borsa dell’acqua congelata possono aiutare a dormire meglio durante la notte.

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