I furbetti dei certificati medici: «Pecore nere. Un'assenza mi costa 1'000 franchi al giorno»

Martin Lörtscher, CEO di un'azienda attiva nella logistica, scende in campo contro i certificati medici abusivi. «Il numero di assenze è sorprendentemente alto il venerdì e il lunedì».
BERNA - Medici troppo di manica larga, con il certificato medico "facile". È ciò che denunciano molte aziende svizzere. E ora la Commissione della sanità del Consiglio nazionale ha adottato una mozione che intende lottare contro questo fenomeno, chiedendo certificati più dettagliati e maggiore considerazione verso il tipo di impiego del lavoratore.
Il Blick, intanto, ha intervistato un CEO esasperato, che spinge per un cambiamento di rotta.
Martin Lörtscher dirige la Hugelshofer Logistik di Frauenfeld e afferma che ormai, per alcuni dipendenti, i certificati medici fanno parte di uno schema ricorrente. Un collaboratore in particolare, autista di un camion, ha inviato un certificato che attestava un'incapacità lavorativa al 100% per una settimana solo quattro ore prima dell'inizio del suo turno.
170 giorni di assenza
«Un certificato del genere non mi serve a nulla», sbotta Lörtscher, sottolineando che il dipendente lavora per lui da tre anni e in questo periodo «è stato malato per 170 giorni».
Per il CEO queste assenze rappresentano un grosso problema. I suoi 320 autisti trasportano pacchi, latte o generi alimentari in tutta la Svizzera. E trovare un sostituto al conducente ammalato è complicato. «In altri settori si possono rinviare gli ordini. Da noi, un camion carico di merci deperibili resta fermo», spiega al quotidiano zurighese. «Nel peggiore dei casi, il capo deve mettersi lui stesso al volante».
Costi su costi
«Un collaboratore assente ci costa 1'000 franchi al giorno», continua Lörtscher, spiegando che nel 2025 la sua azienda ha registrato circa 26'000 ore di assenza. «Con una tariffa oraria di 40 franchi, fa un milione di franchi. Se si aggiungono gli straordinari dei colleghi e altri costi, si superano rapidamente i tre milioni».
La maggior parte dei collaboratori non è assenteista ed è affidabile, riconosce comunque Lörtscher. «Alcuni vengono sempre al lavoro, anche quando sono malati. Ma ci sono pecore nere».
Assenze di venerdì e lunedì...o in piena estate
E si punta il dito contro i medici. «Non capisco perché si rilascino certificati di 14 giorni per un’influenza», sottolinea. Inoltre «il numero di assenze per malattia è sorprendentemente alto il venerdì e il lunedì».
Anche l'estate sembra generare assenteismo. «Molti vogliono andare in vacanza a luglio e agosto. Ma non è possibile per tutti. Capita quindi che riceviamo un certificato medico proprio per quel periodo».
La vede in tutt'altra maniera Yvonne Gilli, presidente della Federazione dei medici svizzeri FMH. «I certificati medici sono già oggi atti ufficiali. Chi li rilascia in modo errato può essere punito». Le aziende possono inoltre già richiedere certificati più dettagliati. «Se lo fanno, i pazienti devono consegnare dei formulari in cui i medici indicano le attività lavorative possibili». Oltre a ciò, è possibile ricorrere a medici consulenti.
Lörtscher, però, vorrebbe una soluzione più semplice. «Niente formulari, voglio semplicemente poter prendere il telefono in mano», conclude.



