Ma è vero che gli immigrati rubano il lavoro agli svizzeri?

Fino a che punto l'immigrazione influenza il nostro mercato del lavoro? Se lo chiedono in molti in vista del voto sull'iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni". Ora due esperti rispondono.
BERNA - Il 14 giugno il popolo rossocrociato voterà sull'iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni". E il dibattito su una limitazione dell'immigrazione è ormai accesissimo.
Stando ai commenti lasciati sui social media, molte persone si stanno focalizzando in particolare sull'impatto dell'immigrazione sul mercato del lavoro. «L'immigrazione è così alta perché le aziende vogliono portare nel nostro Paese lavoratori più giovani e a buon mercato. I più anziani finiscono all'Ufficio regionale di collocamento», scrive qualcuno. «Il fatto che un leader sindacale come Maillard sostenga questa situazione dimostra quanto poco gli importi dei lavoratori del proprio Paese».
«Con l’approvazione dell’iniziativa nessuno si isolerebbe dal resto del mondo», scrive un altro. «In che modo il benessere o il ceto medio verrebbero messi in pericolo? Forse i posti di lavoro ben retribuiti tornerebbero agli svizzeri e il ceto medio ne uscirebbe rafforzato?».
Ma cosa c'è di vero nell'accusa che gli immigrati rubano il lavoro agli svizzeri? 20Minuten lo ha chiesto a due esperti di mercato del lavoro, Rafael Lalive dell'Università di Losanna e George Sheldon dell'Università di Basilea. E i pareri non sono unanimi.
Gli immigrati tolgono il lavoro agli svizzeri?
«Questo fenomeno riguarda solo i lavoratori poco qualificati», spiega il professor Sheldon. «Fanno i lavori che gli svizzeri non vogliono fare e integrano la forza lavoro locale. Allo stesso tempo la Svizzera non forma abbastanza lavoratori altamente qualificati. Per questo motivo, in molti ospedali della Svizzera tedesca lavorano medici tedeschi e nella Svizzera francese medici francesi».
Diversa la posizione del professor Lalive. «L'immigrazione di persone non qualificate esiste in ogni Paese. Ma la Svizzera si distingue perché arrivano molti lavoratori altamente qualificati», dice. «Se arrivano specialisti di IT dall'India, può succedere che gli svizzeri nello stesso settore debbano cercare più a lungo prima di trovare un lavoro. Nel 2025 in Svizzera sono immigrate 75'000 persone, ma il tasso di disoccupazione complessivo non è aumentato, solo tra gli altamente qualificati è cresciuto di 0,19 punti percentuali. Tuttavia, i lavoratori altamente qualificati immigrati creano nuovi posti di lavoro e le aziende non sono costrette a trasferirsi all'estero».
Gli immigrati sono più giovani e a buon mercato?
«No, quasi mai e solo ai livelli più bassi. I contratti collettivi di lavoro impediscono il dumping salariale», afferma Lalive.
«Se le aziende hanno bisogno di lavoratori, normalmente devono attirarli dalla concorrenza con salari più alti», spiega Sheldon. «Se trovano sostituti all'estero, i salari non aumentano tanto quanto dovrebbero, ma non diminuiscono».
Gli effetti dell'immigrazione sul mercato del lavoro sono diversi nelle città rispetto alle regioni rurali?
«Sì, nelle città si percepisce di più», sottolinea Sheldon. «Lì capita che il personale nella ristorazione parli inglese. Ma anche i clienti lo capiscono. In campagna questo non sarebbe pensabile».
«Nelle città ci sono lavori che richiedono una qualificazione elevata e anche il tasso di disoccupazione è più alto», afferma Lalive. «In campagna si produce di più e i cantoni rurali hanno tassi di disoccupazione molto bassi. Lì le aziende hanno il timore di non trovare nessuno per coprire un posto».
Ecco in che settori lavorano gli immigrati
Lo scorso anno, secondo la Confederazione, in Svizzera sono immigrati 165'386 stranieri (il 3,1% in meno rispetto al 2024). Tra le persone con occupazione, la maggior parte lavora nel settore dei servizi presso in ambito bancario, informatico e della consulenza (30%). Al secondo posto troviamo il commercio e la ristorazione con il 29% e al terzo trasporti, sanità, istruzione e altri servizi (22%).
Fonte Ufficio Federale di Statistca (Ust)




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