Antonelli, il Mondiale è a due punti: domenica può entrare nella storia

Il 20enne della Mercedes è a un passo dall’incoronazione in Messico: gli basta un nono posto per diventare il più giovane campione del mondo di Formula 1 di sempre.
CITTÀ DEL MESSICO - È arrivato il fine settimana della consacrazione? Kimi Antonelli è a un passo dal suo primo titolo mondiale di Formula 1. Salvo clamorose sorprese, il 20enne pilota della Mercedes potrebbe laurearsi campione del mondo già domenica, all’Autódromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico, diventando il più giovane iridato della storia. Gli bastano appena due punti, in un Gran Premio che si correrà nell’atmosfera del Día de los Muertos, la tradizionale festa messicana dedicata alla memoria dei defunti.
Basta un nono posto
Ad Antonelli sarà sufficiente chiudere la gara al nono posto per assicurarsi matematicamente il titolo. Ma potrebbe festeggiare anche con un piazzamento peggiore, o persino in caso di ritiro: per rinviare l’incoronazione, infatti, uno dei due rivali ancora in corsa, il compagno di squadra George Russell o Lewis Hamilton (Ferrari), dovrebbe vincere il Gran Premio.
Uno scenario che, alla luce dei risultati recenti, appare poco probabile. Hamilton ha conquistato una sola vittoria stagionale, a giugno a Barcellona, mentre Russell, pur guidando una delle vetture considerate più competitive, si è imposto soltanto tre volte. Il rendimento del britannico è finito anche nel mirino di Helmut Marko, ex consigliere della Red Bull, secondo cui Russell potrebbe aver già sprecato la sua migliore occasione per diventare campione del mondo.
Russell difende il secondo posto
A difendere Russell è intervenuto il responsabile della Mercedes, Toto Wolff, che ha respinto le critiche di Marko. «Si sbaglia, George ha le qualità necessarie. Penso che la vettura non gli si addica. La situazione non è stata facile da gestire con l’esplosione di un giovane prodigio al suo fianco», ha dichiarato Wolff, convinto che il britannico possa ancora conquistare il titolo in futuro.
Intanto, Russell deve guardarsi le spalle nella lotta per il secondo posto iridato. Hamilton lo segue a una sola lunghezza, Max Verstappen (Red Bull) è a sei punti e Charles Leclerc (Ferrari) a nove. L’olandese, in particolare, arriva in Messico in grande forma, forte di sei podi consecutivi, tra cui due vittorie.
Dopo l’ottavo posto di Austin, Russell ha però ridimensionato l’importanza della battaglia per la piazza d’onore. «Per me, la cosa più importante è vincere il titolo Costruttori», ha spiegato, ricordando che la Mercedes precede la Ferrari di 133 punti. «Per la squadra, mi piacerebbe finire secondo, ma essere secondo, terzo o quinto significa non essere campione, quindi non ha alcun valore».
Per Russell, dunque, la priorità resta il successo della squadra. Il suo giovane compagno, invece, è ormai pronto a giocarsi il traguardo più prestigioso della carriera.
Il ritorno dell’eroe di casa
Il Gran Premio del Messico avrà un protagonista speciale anche al di fuori della lotta per il titolo: Sergio Pérez. Il pilota della Cadillac, assente lo scorso anno, tornerà a correre davanti al pubblico di casa. Domenica raggiungerà inoltre il traguardo simbolico dei 300 Gran Premi disputati, diventando il settimo pilota con più presenze nella storia della Formula 1.
Mercoledì il 36enne messicano ha già infiammato le strade di Città del Messico con un’esibizione seguita da oltre 100’000 tifosi. A rendere ancora più speciale il fine settimana è arrivato l’annuncio della Cadillac, al debutto quest’anno nella massima categoria: il contratto di Pérez è stato prolungato di tre anni, fino alla fine del 2029.



