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I RACCONTI DELLA F1

C’era una volta la F1… e al Mugello è tornata a ruggire

Tra nubifragi, pensionati terribili e monoposto storiche: quando il passato torna a ricordarci cos’è la vera F1
C’era una volta la F1… e al Mugello è tornata a ruggire
C’era una volta la F1… e al Mugello è tornata a ruggire
Official photo_Montesinos Alexandre
C’era una volta la F1… e al Mugello è tornata a ruggire
Tra nubifragi, pensionati terribili e monoposto storiche: quando il passato torna a ricordarci cos’è la vera F1
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SCARPERIA E SAN PIERO - C’era una volta la F1. Eh sì, perché a volte basta un nubifragio per far venire a galla… le magagne. È successo in Malesia, dove l’acqua ha messo a dura prova la cosiddetta F1 elettrica. E noi nostalgici? Continuiamo a sperare che, prima o poi, la banda di ingegneri & company si metta una mano sul cuore e apra finalmente gli occhi. Magari tornando, almeno in parte, sui propri passi.

Nel frattempo, evviva Max, Lewis e Fernando. Insomma, per una volta i cosiddetti pensionati e prepensionati hanno saputo nuotare alla grande nel nubifragio. E tra loro c’è anche Kimi Andrea Antonelli, il ragazzino che, gara dopo gara, sta facendo innamorare tutti.

Come ormai sapete, non amo fare la cronaca del Gran Premio: quella la lascio volentieri ai soliti fenomeni da divano, pronti a dispensare sentenze qua e là. Io, cari amici, preferisco portarvi altrove. E, a proposito di occhi spalancati, questa volta vi porto al Mugello.

Nel weekend, infatti, è andata in scena la prima edizione ufficiale del Gran Premio Internazionale d’Italia, un appuntamento organizzato magistralmente da HVM Racing, realtà con vent’anni di esperienza nell’organizzazione di competizioni dedicate alle auto storiche e oggi protagonista di importanti eventi internazionali. Il Mugello ha risposto presente con la folla delle grandi occasioni e un’atmosfera d’altri tempi. E non poteva essere diversamente, visto che in pista sono scese monoposto capaci di far battere il cuore a chi la F1 l’ha vissuta, amata e magari anche un po’ rimpianta.

Un successo talmente importante, che Paolo Poli, anima e riferimento del circuito, ha confermato l’ottima riuscita della prima edizione, guardando già al futuro e annunciando un ruolo sempre più centrale dell’evento nel calendario del Mugello, subito dietro all’appuntamento annuale con la MotoGP.

E finalmente, verrebbe da dire. Perché al Mugello, per qualche ora, il tempo è sembrato tornare indietro. I più previdenti hanno dovuto procurarsi i mitici tappi per le orecchie, mentre i più temerari hanno semplicemente chiuso gli occhi, fatto un bel respiro e lasciato che fosse il sound dei motori delle F1 che furono a raccontare una storia.

E che storia. Questi eventi hanno un seguito pazzesco e sono tantissimi gli appuntamenti dedicati alle competizioni storiche sparsi per il Vecchio Continente. Non è soltanto nostalgia. È qualcosa di più profondo: per chi ama davvero il motorsport significa riaprire l’album dei ricordi, rispolverare emozioni e riscoprire un patrimonio che non dovrebbe mai essere dimenticato.

Perché, come ci ricorda una vecchia massima: non esiste il presente senza conoscere il passato.

Il mio voto alla prima del Mugello? 10 e lode. Senza discussioni.

Lasciamo quindi il Mugello con un pizzico di tristezza e torniamo alla F1 elettrica. Nel weekend si torna in pista a Singapore, una tappa che potrebbe essere decisiva, o poco ci manca, soprattutto per Kimi Andrea, che ormai vede il traguardo sempre più vicino.

E noi, in attesa di vivere un altro GP, cosa possiamo fare? Semplice. Pigiamo fortissimamente sul gas. Come sempre, amici miei. Alla prossima.

Vi aspetto sul canale ufficiale de “I Racconti della F1”, youtube I Racconti della F1 su YouTube

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