C'è la Bosnia, la Svizzera deve cambiare... la testa

«La frustata presa darà la sveglia, almeno lo spero»
«In Nazionale ci sono persone orgogliose».
«La frustata presa darà la sveglia, almeno lo spero»
«In Nazionale ci sono persone orgogliose».
INGLEWOOD - Si pensava a un inizio di Mondiale in discesa, ne erano convinti praticamente tutti, e invece con il modesto Qatar la Svizzera non è andata oltre un piccolo 1-1. Il fatto che la prestazione, per almeno 60’, sia stata buonissima e che i due punti persi non abbiano in alcun modo complicato la corsa verso i sedicesimi di finale, ha solo un po’ alleviato il malessere dei tifosi rossocrociati. Che si aspettavano un altro atteggiamento da parte di Xhaka e compagni. Che si aspettavano altre emozioni.
Ora, per voltare definitivamente pagina, c’è la Bosnia (questa sera, ore 21, segui LIVE su tio.ch).
«La delusione è stata grande, inutile negarlo - ha spiegato Arno Rossini - Per buona parte dell’incontro la Nazionale ha fatto bene ma negli occhi di tutti rimane il gol subito nel finale. Peccato. Anche se in fondo, appunto, non è successo nulla. Si sono sbagliate delle reti, si sono persi per strada punti importanti, è vero, ma per fare un buon Mondiale abbiamo tutto il tempo».
Quello che forse ha fatto storcere più il naso è stato l’atteggiamento. Di chi era in campo. Di chi era in panchina.
«Murat Yakin ha sbagliato. Diciamolo subito. È stato superficiale nella gestione della partita. Nella lettura delle situazioni e nella scelta dei cambi. Non ha saputo far passare un messaggio semplice: si vince quando alle qualità tecniche si aggiunge la determinazione. E lui per primo, con tutte quelle sostituzioni un po’ così nel finale… Xhaka aveva provato a strigliare il gruppo prima dell’esordio, probabilmente aveva visto qualcosa di sbagliato nell’atteggiamento di tutti. Le sue parole sono però cadute nel vuoto. Comunque, si riparte con fiducia, quella è obbligatoria, per affrontare un avversario complicato».
Per non avere brutte sorprese, cosa deve fare la Nazionale?
«Modificare atteggiamento rispetto al primo incontro disputato, lasciando quello irritante nello spogliatoio. Cambiare la testa insomma».
Ed è qualcosa di fattibile?
«Sì, certo, ma il gruppo dovrà seguire le indicazioni dello staff e soprattutto dei suoi leader. Di giocatori di esperienza in rosa ce ne sono parecchi».
Non fare risultato con la Bosnia non porterebbe a una sentenza: il match con il Canada, la prossima settimana, potrebbe ancora ribaltare le sorti del girone.
«Non credo che avere un’ulteriore chance frenerà la Svizzera. Nel gruppo rossocrociato vedo persone orgogliose: la frustata presa con il Qatar darà la sveglia. Almeno lo spero. Non sono insomma preoccupato per la prestazione. Poi il risultato è un’altra cosa».









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