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CALCIO

«Non sono stati rispettati i patti, Guardiola era vicinissimo»

Paolo Maldini non ha gradito che Malagò, presidente della Figc, abbia cambiato le carte in tavola strada facendo
«Non sono stati rispettati i patti, Guardiola era vicinissimo»
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«Non sono stati rispettati i patti, Guardiola era vicinissimo»
Paolo Maldini non ha gradito che Malagò, presidente della Figc, abbia cambiato le carte in tavola strada facendo
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MILANO - Paolo Maldini ha deciso di raccontare la sua verità dopo settimane turbolente, in cui prima si era messo al lavoro con l’obiettivo di ricostruire il calcio italiano in veste di direttore tecnico, per poi fare un passo indietro a causa del mancato rispetto, a suo dire, degli accordi iniziali.

Di lui, ai tifosi azzurri resterà soprattutto il ricordo della trattativa con Pep Guardiola, poi non andata in porto. «Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare - ha detto la bandiera del Milan in un'intervista al Corriere della Sera - Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli… Perché non ha accettato? Per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su… Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo. Lo stipendio? "Assolutamente no. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto».

Appena 16 giorni è durata la sua avventura con la FIGC: «I patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto". Argomento di discordia è stata la scelta del ct: prima la proposta di Guardiola, poi la virata su Pirlo mai veramente accettata da Malagò: "Per prima cosa ho chiesto: il ct chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo. Poi gli eventi hanno fatto sì che questa cosa cambiasse. Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: "Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate"».

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