"Grande spirito di squadra e io posso dare di più"

Abbiamo analizzato con Pettersson l'effetto del suo arrivo a Lugano: in quattro partite lo svedese, che ha detto di non essere ancora in piena forma, ha già messo a segno 7 punti
Abbiamo analizzato con Pettersson l'effetto del suo arrivo a Lugano: in quattro partite lo svedese, che ha detto di non essere ancora in piena forma, ha già messo a segno 7 punti
LUGANO – Sette punti in quattro partite, tre gol e quattro assist. Se non sono numeri che devono far riflettere sulle qualità di un giocatore, tenendo conto che non può certamente ancora essere al 100% nella condizione fisica, poco ci manca. Sarà un caso che dal momento del suo esordio il Lugano ha centrato solo vittorie? Difficile dirlo, ma la bilancia pende più sul “no, non può esserlo” piuttosto che sul “si”. Stiamo ovviamente parlando dell’impatto che Fredrik Pettersson ha avuto sul Lugano dal momento del suo arrivo in squadra.
Lo svedese veste i colori bianconeri da poco più di una settimana, ma vedendolo sul ghiaccio l’impressione che il campione del Mondo dà è quella di far parte della truppa di Fischer da sempre. “Io sto solo lavorando al massimo e sto cercando di dare tutto sul ghiaccio. Cerco di sfruttare la mia velocità sia in fase difensiva che in quella offensiva, sia quando dobbiamo recuperare il disco sia quando ce l’ho sul bastone: devo mettere le mie qualità a disposizione della squadra”, ha spiegato in maniera quasi naturale Pettersson.
Interloquire con un giocatore di questo calibro permette di capire tante cose di questo sport e di come, anche le cose più complicate, possono essere facili se affrontate con lo spirito giusto. “Col Bienne non penso di aver giocato benissimo, ho segnato è vero, ma posso dare di più un po’ in tutte le fasi di gioco. La cosa positiva resta comunque il risultato e lo spirito di squadra: ognuno gioca per l’altro e questo è la base di tutto. Le vittorie stanno arrivando proprio per questo motivo”, ha sottolineato il numero 71 bianconero.
Osservare l’ala svedese pattinare sul ghiaccio lascia gli appassionati di questo sport a bocca aperta: la padronanza del gioco e la sua velocità sono davvero degni di nota. “Io però non sono al massimo della forma: non posso dimenticare che prima di arrivare a Lugano sono stato diverso tempo senza giocare. Devo quindi lavorare ancora duro per migliorare sempre più e raggiungere il top della forma, ma come ho detto l’importante non sono io, ma la squadra. Se lavoreremo sempre così, con quest’impegno, allora potremo toglierci tante soddisfazioni”, sono state le parole dell’ultimo arrivato alla Resega.
Pettersson ha voluto sottolineare come questo Lugano nell’ultima settimana sia cresciuto molto, centrando quattro vittorie una diversa dall’altra per come si sono materializzate. “Martedì nel complesso la squadra, pur non giocando come nel derby, ha avuto un atteggiamento positivo e il risultato poteva essere più rotondo. Non ho giocato benissimo perché potevo segnare qualche gol in più, ma siamo davvero una bella squadra”. Lo svedese in quattro partite è riuscito ad entrare nei cuori dei tifosi che lo inneggiano e lo acclamano durante tutto l’arco dei 60’: “Sono incredibili. Non mi sarei mai aspettato un clima del genere; ci danno un grande incitamento ed è veramente bello sapere che possiamo contare sempre su di loro”.








