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HCL - L'ANALISI

Blackout inspiegabili

Il Lugano ha gettato via due potenziali (e pesanti) vittorie contro Langnau e Ajoie con terzi tempi catastrofici.
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Blackout inspiegabili
Il Lugano ha gettato via due potenziali (e pesanti) vittorie contro Langnau e Ajoie con terzi tempi catastrofici.
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LUGANO - 41'27" Lycksell segna lo 0-3 nella tana dei Tigrotti. 44'21" Fazzini firma l'1-3 sulla pista dell'Ajoie. Partite in cassaforte? Match decisi? Tutt'altro. Il Lugano è riuscito nell'impresa di perderle entrambe, tornando da due trasferte apparentemente sotto controllo con zero punti e un enorme carico di rimpianti. Due blackout inspiegabili, durati una decina di minuti, hanno ribaltato completamente la situazione e lasciato i bianconeri a mani vuote. Sei punti potenziali diventati zero: un bottino mancato che pesa già sulla classifica e lascia inevitabilmente l'amaro in bocca. Vero, nella scorsa (complicata) settimana c'è stata anche la convincente vittoria casalinga ottenuta contro il Rapperswil, ma il bicchiere degli ultimi sette giorni resta inevitabilmente mezzo vuoto.

Le due sconfitte in questione - contro avversari sulla carta più deboli dei bianconeri - hanno evidenziato soprattutto una fragilità mentale sulla quale Mitell e il suo staff dovranno lavorare. E se contro l'Ajoie c'è almeno l'attenuante delle diverse reti incassate in power play - e si sa quanto i giurassiani siano letali in questo esercizio -, a Langnau il Lugano è crollato a cinque contro cinque, subendo due reti nel giro di appena 40 secondi prima di naufragare definitivamente.

Proprio i gol incassati rappresentano uno dei problemi più evidenti di questo Lugano. I bianconeri ne hanno già subiti 27 in 7 partite, quasi quattro a incontro: numeri che rendono difficile pensare di vincere con continuità. Il paradosso è che la solidità difensiva era stata una delle fondamenta sulle quali Mitell aveva costruito la scorsa (ottima) stagione. In 52 partite di regular season il Lugano aveva concesso appena 120 reti, con una media di 2,30 a partita: la seconda miglior difesa della National League, alle spalle soltanto dello Zurigo.

Per risalire una classifica che oggi lo vede penultimo con appena 8 punti in 7 partite, il Lugano dovrà quindi ritrovare innanzitutto quell'impermeabilità. La difesa dovrà ricompattarsi, mentre entrambi i portieri - Schlegel in particolare - dovranno alzare il loro rendimento, fin qui insufficiente. Servirà anche migliorare gli special team, altro tallone d'Achille di questo avvio. In inferiorità numerica i bianconeri sono infatti ultimi, a braccetto con il Losanna, con appena il 66,67% di riuscita. Tradotto: un gol incassato ogni tre penalità. Il power play funziona decisamente meglio, ma resta comunque sotto la media del campionato: il 21,74% vale il decimo posto.

C'è poi un'altra curiosità che fotografa bene questo inizio di stagione quasi schizofrenico: il Lugano sta un po' giocando la parte di Robin Hood. I bianconeri hanno perso contro squadre sulla carta inferiori, inchinandosi sempre nei 60' (e quindi senza incasellare alcun punto) in casa del Kloten (unica vittoria fin qui da tre punti), del Langnau e dell'Ajoie e alla Cornèr nel derby contro l'Ambrì. Le vittorie, tutte colte davanti al pubblico amico, sono invece arrivate contro gli ambiziosi Ginevra e Zugo e contro il sempre coriaceo Rapperswil. Insomma, un inizio di campionato totalmente imprevedibile e difficile da spiegare. Il tempo per raddrizzare la barca c'è, ma bisogna farlo il più velocemente possibile. Magari a partire dall'ostica trasferta di mercoledì contro il Losanna, un'altra squadra ambiziosa (ma non partita benissimo). Che sia di buon auspicio...

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