Ripartono anche gli Snakes: «Non è corretto mettere in dubbio questo progetto»

L'allenatore dei GDT Bellinzona Snakes Nicola Pini si è espresso nel giorno del match inaugurale contro il Basilea
L'allenatore dei GDT Bellinzona Snakes Nicola Pini si è espresso nel giorno del match inaugurale contro il Basilea
BELLINZONA - Non solo National League: questa è anche la settimana della ripartenza della Swiss League. Ad aprire le danze saranno proprio i GDT Bellinzona Snakes, che giovedì accoglieranno nella capitale il Basilea nell'unica partita serale della lega cadetta.
Un progetto, quello dell'hockey ticinese nell'ex LNB, che continua a far discutere alle nostre latitudini fra chi ne difende l'utilità e chi invece ne farebbe anche a meno... Ne abbiamo parlato con l'allenatore e direttore sportivo Nicola Pini. «Siamo molto motivati e abbiamo tanti ragazzi a cui vogliamo dare l'opportunità di lanciarsi - ci ha detto Pini -. Vogliamo sottolineare l'importanza di questo progetto, che qualcuno mette in dubbio ormai da diversi anni. È ora di aprire gli occhi: i fatti ci danno ragione. Recentemente abbiamo sostenuto Fadani, che dopo tre stagioni con noi si è guadagnato un ingaggio a Kloten. Abbiamo sostenuto anche Borradori, che in un anno e mezzo con noi si è ritagliato tanto spazio sul ghiaccio, assumendosi tantissime responsabilità, e che ha cominciato la stagione da vice-capitano ad Ambrì».
Una realtà difficile da tenere in piedi... «Siamo noi a tenere in piedi questa realtà, affrontando grandi difficoltà a livello finanziario, all'ombra di Ambrì e Lugano, che giustamente si prendono tutti gli sponsor. Da parte nostra facciamo fatica a sopravvivere, ma ci riusciamo compiendo tutti gli sforzi immaginabili. In secondo luogo, abbiamo bisogno di ragazzi con l'attitudine e il talento di Davide Fadani e Nathan Borradori, e vi assicuro che ce ne sono anche altri. Il terzo punto è dare loro la possibilità di sfondare. Se non permettiamo loro di giocare in Swiss League, un campionato comunque di ottimo livello, e se, pur mostrando una buona attitudine, non ricevono spazio sul ghiaccio, siamo al punto di partenza. Voglio dunque ribadire a tutti quanto questa realtà sia importante per l'hockey ticinese».
Il talento, e non solo in Ticino, non manca... «Abbiamo talenti anche d'oltre Gottardo che vogliono venire qui da noi e ce ne sono altri che non trovano spazio. In Swiss League, purtroppo, siamo scesi a dieci squadre dopo il ritiro del Winterthur, riducendo ancora di più i posti a disposizione dei giovani talenti. Bisogna avere un po' più di coraggio nel gettare nella mischia i giovani, anche in National League. Da un lato posso anche capirlo, visto che i club di NL sono sottoposti a una pressione enorme e costante. È altresì vero che, con squadre che schierano sei stranieri e altri cinque-sei posti occupati da giocatori d'esperienza, gli spazi sono ridottissimi».
Quanto è difficile lavorare in un contesto in cui il risultato passa in secondo piano? «Il risultato è importante, così come lo sono la prestazione e la possibilità di offrire un trampolino di lancio ai nostri ragazzi. Certo, vincere delle partite fa bene ai ragazzi, ma per noi contano soprattutto i progressi. Queste sono le nostre vittorie più grandi. Naturalmente vogliamo migliorare anche a livello di punti e classifica rispetto a la scorsa stagione».
Non tutti in Swiss League la pensano così... «È vero, è una Lega spaccata in due. Ci sono squadre ambiziose e impressionanti che vorrebbero salire in National League, con budget da cinque-sette milioni e stadi appena costruiti. Dall'altra parte ci siamo noi, Coira, Arosa e GCK Lions, che puntiamo a ottenere buoni risultati, ma con i giovani e senza stranieri. Qual è la via giusta? È corretto che ci siano entrambe le fazioni, ci sarà sempre qualcuno scontento. È davvero una Lega che divide. Voglio comunque sottolineare che anche i big club di Swiss League apprezzano quello che facciamo a Bellinzona e, non da ultimo, mi aiutano anche a reclutare alcuni elementi per i GDT».




