Certificato Covid falso, Xhaka rischia conseguenze anche negli USA?

Granit Xhaka avrebbe viaggiato negli Stati Uniti con l'Arsenal nel 2022 utilizzando un certificato di vaccinazione falso. L'avvocato Fabian Teichmann spiega cosa significa giuridicamente.
LONDRA - Il caso del presunto certificato Covid falso di Granit Xhaka potrebbe avere risvolti anche negli Stati Uniti. Il capitano della nazionale svizzera avrebbe viaggiato nel Paese nell'estate del 2022 per un tour con l'Arsenal utilizzando un certificato di vaccinazione falso. In quel periodo per i viaggiatori aerei stranieri vigeva in linea di principio l'obbligo di presentare una prova di vaccinazione riconosciuta.
Secondo l'avvocato Fabian Teichmann, interpellato da 20 Minuten, il viaggio negli Stati Uniti rappresenterebbe «sulla carta» l'elemento più grave del caso. Oltre al certificato, entrerebbe in gioco la dichiarazione fornita alle autorità americane: informazioni false al governo statunitense possono comportare fino a cinque anni di reclusione. Teichmann ritiene tuttavia che, anche nell'eventualità di un'accusa, realisticamente non si arriverebbe al carcere, ma a una pena sospesa con multa.
Resta inoltre da chiarire quale documento Xhaka abbia effettivamente presentato nel luglio 2022. Teichmann segnala infatti una discrepanza temporale: il certificato emerso finora indicherebbe come data della seconda vaccinazione Moderna l'8 novembre 2022, diversi mesi dopo il viaggio. Un aspetto che, secondo il legale, potrebbe interessare anche la Procura di Lucerna.
Un procedimento negli Stati Uniti viene comunque giudicato «altamente improbabile» da Teichmann. Per molti reati federali il termine di prescrizione è di cinque anni, dunque per fatti del luglio 2022 un'azione sarebbe in linea di principio possibile fino al 2027. 20 Minuten ha interpellato l'ambasciata statunitense a Berna, senza aver ancora ricevuto risposta. Il legale osserva inoltre che l'obbligo vaccinale è stato abolito nel 2023 e che, a distanza di anni, anche la situazione probatoria potrebbe risultare difficile.
Possibili conseguenze potrebbero invece riguardare futuri viaggi negli Stati Uniti. La normativa americana sull'immigrazione può rendere inammissibile chi abbia ottenuto l'ingresso attraverso frode o false dichiarazioni intenzionali su elementi essenziali. Secondo Teichmann, per Xhaka l'ESTA potrebbe quindi non essere più utilizzabile e potrebbe rendersi necessario un visto, senza garanzia di autorizzazione.
In Svizzera la Procura di Lucerna indaga su Xhaka e su una dottoressa per il sospetto legato a un falso certificato Covid. Il giocatore ha ammesso pubblicamente di essersi procurato una falsa attestazione vaccinale e ha annunciato che collaborerà con le autorità. La Federazione svizzera di calcio, d'intesa con Xhaka, ha rinunciato alla sua partecipazione alle prossime partite.



