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LUGANO

Lugano in the Cage: la forza di ricominciare

Il 14 novembre torna al Centro Esposizioni la manifestazione di Maurizio Niceta. Dalle palestre ticinesi alle storie di riscatto delle MMA, un viaggio nel valore di un’occasione e nelle persone che aiutano a coglierla
Lugano in the Cage: la forza di ricominciare
Foto di Maurizio Niceta
Fonte Martin N. Badrutt
Lugano in the Cage: la forza di ricominciare
Il 14 novembre torna al Centro Esposizioni la manifestazione di Maurizio Niceta. Dalle palestre ticinesi alle storie di riscatto delle MMA, un viaggio nel valore di un’occasione e nelle persone che aiutano a coglierla
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LUGANO - Lugano in the Cage torna sabato 14 novembre 2026 al Centro Esposizioni di Lugano, dalle 14, per la sua nona edizione. L’organizzazione annuncia oltre trenta incontri, con atleti ticinesi, svizzeri e italiani e una collaborazione con la federazione svizzera di MMA amateur, SMMAF. Il programma comprende MMA, K1, Brazilian jiu-jitsu, boxe, striking extreme e bare knuckle. Tra le novità annunciate figurano anche combattimenti medievali in armatura.

Nel corso della giornata, numerosi atleti saliranno nella gabbia, portando con sé il lavoro delle proprie palestre e la stessa voglia di mettersi alla prova. Il programma degli incontri è consultabile sui canali ufficiali della manifestazione.

È un appuntamento per gli appassionati e un’occasione per avvicinarsi a discipline differenti. Ma la sua storia offre anche un’altra chiave di lettura: che cosa può significare, per un atleta, avere finalmente un posto dove mettersi alla prova?

La prima edizione numerata con il nome Lugano in the Cage risale al 2 dicembre 2017, alla palestra della Gerra. La RSI raccontò allora i successi nel K1 dei ticinesi Francesco Laquale e Laurent Clement, protagonisti di una serata che riuniva diverse discipline. Nel 2019 Niceta ricordava anche un precedente «numero 0». Da allora sono cresciuti il coinvolgimento delle palestre e le opportunità di visibilità. Nel 2023, presentando la sesta edizione, Niceta dichiarava a Ticinonline che due atleti passati dalla manifestazione l’anno precedente erano stati successivamente scelti da Cage Warriors, organizzazione britannica di MMA. Un possibile passaggio verso altri palcoscenici, secondo il racconto dell’organizzatore.

Nel 2024 venivano annunciati sessanta atleti, ventisette dei quali provenienti da tredici palestre ticinesi. Numeri che raccontano un movimento distribuito sul territorio, costruito attraverso il lavoro quotidiano di allenatori, squadre e praticanti.

Al centro di questo percorso c’è Maurizio Niceta. In un’intervista al Corriere del Ticino del dicembre 2025 spiegava di organizzare incontri da 24 anni. La nona edizione riguarda quindi il nome attuale, mentre l’esperienza che lo precede è molto più lunga: La Notte dei Gladiatori, poi Fight or Nothing, infine Lugano in the Cage.

Niceta raccontava di aver aperto una palestra insieme ad Andrea Ferraro e Ruby Belge. I loro atleti volevano competere: creare una manifestazione locale significava offrire loro questa possibilità, riducendo anche la dipendenza dalle trasferte all’estero. Il passaggio dal ring alla gabbia avrebbe poi accompagnato la crescita delle MMA.

In questa origine c’è già una motivazione riconoscibile: allenare qualcuno porta anche a chiedersi dove potrà dimostrare ciò che ha imparato.

Lo sguardo di Niceta si è allargato insieme allo sport. Nella stessa intervista riconosceva a Conor McGregor un ruolo decisivo nell’attirare pubblico e attenzione sulle MMA e riferiva di aver partecipato, poche settimane prima, a un evento a Roma dove era presente anche l’irlandese. Il suo desiderio dichiarato era portare Lugano in the Cage a un pubblico internazionale attraverso lo streaming.

Un collegamento con il circuito internazionale compariva già nel programma del 2024: per i vincitori di tre incontri di bare knuckle veniva annunciata la qualificazione a un evento BKFC, organizzazione legata a McGregor. BKFC e UFC restano realtà distinte, così come il pugilato a mani nude e le arti marziali miste sono discipline differenti.

La notorietà dei grandi nomi può accendere la curiosità. La passione, però, si alimenta anche nelle palestre, dove gli obiettivi sono spesso più personali di una cintura.

Il cinema ha saputo raccontare questa dimensione. In Never Back Down, il giovane Jake Tyler confessa al suo allenatore Jean Roqua la rabbia e il senso di colpa che si porta dentro. Gli spiega che allenarsi con lui è il momento in cui quella rabbia si placa. Roqua, che rifiuta l’uso delle sue lezioni per cercare vendetta, gli permette di tornare. È una scena di finzione che mette a fuoco il rapporto tra disciplina, fiducia e responsabilità.

Nella vita reale, alcuni percorsi hanno avuto una profondità ancora maggiore. Court McGee, futuro vincitore dell’undicesima stagione di The Ultimate Fighter, sopravvisse a una gravissima overdose e attraversò un periodo senza casa. La sua ricostruzione cominciò con il trattamento delle dipendenze e il sostegno di altre persone; il ritorno all’allenamento arrivò prima dell’ingresso in UFC.

Nel programma televisivo trovò come allenatore Chuck Liddell. Tra loro nacque un’amicizia che continuò dopo le riprese: McGee si allenò con lui anche per preparare la finale. Nei suoi ricordi, il campione diventava una presenza disponibile, qualcuno da cui ricevere sostegno e imparare.

Il legame lasciò una traccia nella sua famiglia: McGee chiamò suo figlio Crew Charles, scegliendo il secondo nome in omaggio a Liddell. In seguito avrebbe utilizzato la propria esperienza per aiutare altre persone attraverso il McGee Project. È una storia in cui l’opportunità ricevuta continua a produrre effetti oltre la carriera sportiva.

Un altro percorso di ricostruzione riguarda Gina Carano, pioniera delle MMA femminili e poi attrice. Dopo l’interruzione del rapporto con Lucasfilm nel 2021, trovò un nuovo progetto con The Daily Wire, società cofondata da Ben Shapiro, e recitò in Terror on the Prairie. Gli anni successivi portarono anche difficoltà personali e di salute. Nel maggio 2026 Carano raccontò pubblicamente che nel settembre 2024 era prediabetica e aveva difficoltà persino a camminare. Da quel periodo aveva cominciato a lavorare per rimettersi in condizione. Quel percorso era già iniziato quando prese forma la possibilità di affrontare Ronda Rousey. Secondo il racconto di Carano ad Ariel Helwani, quando Dana White la chiamò nel dicembre 2024 aveva già perso circa trenta libbre. Rousey aveva proposto l’incontro alla UFC; dopo lo stallo delle trattative contattò personalmente Carano. Il progetto trovò infine casa presso Most Valuable Promotions, con trasmissione su Netflix.

La sfida diede una direzione ancora più forte allo sforzo che Carano stava già facendo. Allenarsi significava prepararsi a una data, ritrovare gesti conosciuti, tornare a pensarsi come un’atleta. Alla vigilia dell’incontro dichiarò di aver perso complessivamente cento libbre, circa 45 chili, dal settembre 2024. Ringraziò Rousey per averle dato un obiettivo e per aver aspettato, e la propria famiglia per averla sostenuta. Descrisse un cammino di fatica, tentativi e momenti di stallo.

Il 16 maggio 2026 Rousey vinse per sottomissione in diciassette secondi. Il ritorno di Carano si concluse quindi con una sconfitta netta.

Eppure quel risultato non cancella il significato personale della preparazione. Dopo l’incontro Carano spiegò di aver avuto bisogno di questo percorso per introdurre cambiamenti duraturi nella propria vita e manifestò il desiderio di proseguire. Le fonti raccontano questa esperienza; non documentano una guarigione dal prediabete.

È anche attraverso storie simili che si può comprendere il valore umano degli sport di combattimento: un obiettivo concreto, persone che ti accompagnano, la possibilità di tornare a credere nelle tue capacità.

Lugano in the Cage appartiene a una realtà diversa dai grandi eventi internazionali. Il suo contributo prende forma qui, offrendo un appuntamento agli atleti e un pubblico al loro lavoro. Le prevendite per il 14 novembre sono disponibili su biglietteria.ch, da 35 franchi in tribuna e 50 a bordo ring, oltre alle spese di servizio.

Chi assisterà vedrà incontri, risultati e braccia alzate. Potrà anche ricordare quanto sia difficile conoscere tutte le battaglie che una persona affronta prima di presentarsi davanti agli altri.

A volte il primo risultato è proprio questo: tornare a presentarsi. E trovare qualcuno che ti abbia tenuto aperta la porta.

Vuoi seguire l'evento? I biglietti sono disponibili su biglietteria.ch

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