«Non vedo l’ora di sciare. E sono felice così»

La campionessa ticinese annuncia il ritiro dopo quasi vent’anni ai massimi livelli: «Non voglio più imporre al mio corpo certi ritmi e carichi». Cala il sipario su una delle più grandi sciatrici svizzere di sempre.
COMANO - Tutto ha una fine. Anche la straordinaria storia sportiva di Lara Gut-Behrami. Oggi, mercoledì 5 agosto la campionessa ticinese ha annunciato il ritiro dallo sport di alto livello, mettendo la parola fine a una carriera durata quasi due decenni e ricca di trionfi. La sciatrice ha affidato il suo addio a un video diffuso dalla RSI, nel quale ha raccontato emozioni, motivazioni e la serenità di una scelta maturata nel tempo.
«Ho avuto la fortuna e l’onore di vivere una carriera molto lunga e intensa, di poter esprimere i miei sogni e i miei desideri attraverso le mie discese e di compiere questo viaggio accanto a persone straordinarie», ha raccontato Gut-Behrami. «La sensazione di assoluta libertà sulla neve non mi ha mai abbandonata. Era già dentro di me quando ero bambina, mi ha accompagnata come atleta e continuerà a farlo anche in futuro».
A 35 anni, la ticinese spiega di sentirsi ancora bene fisicamente. Ed è proprio questo uno dei motivi che l’ha spinta a fermarsi nel momento giusto: «Nonostante quasi 20 anni nello sport di alto livello, nonostante le cadute e gli infortuni, non ho dolori ricorrenti, e non voglio nemmeno averne».
Una decisione lucida, presa senza amarezza e senza rimpianti. Gut-Behrami ha infatti scelto di non inseguire più traguardi a ogni costo, mettendo al primo posto il rapporto con il proprio corpo e con lo sport che l’ha resa una leggenda.
«So che è arrivato il momento in cui non voglio più cercare ostinatamente di raggiungere obiettivi a tutti i costi e superare continuamente i miei limiti. Non voglio più imporre al mio corpo certi ritmi e certi carichi», ha spiegato.
Lo sci, però, resterà una parte fondamentale della sua vita. Non più come una sfida quotidiana, ma come una passione da vivere con maggiore libertà. «Costringere il mio corpo e la mia testa a sopportare e gestire il dolore finirebbe per offuscare l’immagine che porto dentro di tutto ciò che ho costruito con tanta passione».
E il messaggio finale è quello di una campionessa finalmente pronta a godersi il viaggio: «Non vedo l’ora di sciare. E sono felice così».



