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LUCA PANIZZOLO

Quando "l’indotto” diventa uno slogan lontano dalla realtà

Luca Panizzolo, consigliere comunale PLR Locarno
Quando "l’indotto” diventa uno slogan lontano dalla realtà
Depositphotos (Nomadsoul1)
Quando "l’indotto” diventa uno slogan lontano dalla realtà
Luca Panizzolo, consigliere comunale PLR Locarno

Ogni volta che si parla di grandi eventi, progetti o iniziative pubbliche, torna puntualmente la parola “indotto”. Una parola importante, spesso usata con grande enfasi, ma che rischia di diventare uno slogan vuoto se non viene confrontata con la realtà quotidiana di chi lavora davvero sul territorio.

Chi ha avuto un’attività lo sa bene. Sa cosa significa tenere aperta un’impresa, pagare salari, affitti, fornitori, contributi sociali e imposte. Dietro ogni bar, ristorante, negozio o piccola azienda non ci sono proclami, ma bilanci da far quadrare ogni mese, clienti da conquistare ogni giorno e costi sempre più difficili da sostenere.

Per questo, prima di parlare con il megafono di grandi ricadute economiche, bisognerebbe avere il coraggio di andare a vedere i bilanci reali delle attività locali. Bisognerebbe chiedere agli esercenti, ai commercianti e agli artigiani se questo presunto indotto arriva davvero nelle loro casse, oppure se resta soltanto nelle conferenze stampa, nei comunicati e nella propaganda politica.

La verità è che molte attività fanno fatica a stare in piedi. I fallimenti aumentano, i commerci chiudono, le industrie si trasferiscono e con loro se ne vanno anche posti di lavoro, collaboratori e famiglie che nel loro piccolo contribuivano alla vita economica locale. Questo è l’indotto reale che si perde, silenziosamente, mentre qualcuno continua a raccontare una realtà molto diversa.

Troppo spesso chi parla di economia locale non ha mai vissuto sulla propria pelle cosa significa gestire un’attività. Vive di politica, visibilità, esibizionismo e poltrone comode, che vengono lasciate incustodite solo quando si avvicina la grande maratona elettorale.

Servirebbe invece più rispetto per chi lavora davvero. Meno slogan e più ascolto. Meno propaganda e più concretezza. Perché l’economia locale non si misura con i proclami, ma con le serrande che restano aperte, con i salari pagati a fine mese e con le attività che riescono ancora a sopravvivere nonostante le difficoltà.

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