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ANDREA CENSI

Assicurazione cure dentarie: una nuova tassa sul lavoro che favorisce i frontalieri

Andrea Censi, Granconsigliere Lega
TiPress
Fonte red
Assicurazione cure dentarie: una nuova tassa sul lavoro che favorisce i frontalieri
Andrea Censi, Granconsigliere Lega

L'iniziativa per l'introduzione di un'assicurazione dentaria obbligatoria viene presentata come una misura sociale. Ma quando si analizzano con attenzione i suoi effetti concreti, emergono numerosi interrogativi. Uno dei più importanti riguarda il mercato del lavoro ticinese e il rischio di creare, ancora una volta, un vantaggio competitivo a favore dei frontalieri.

Per finanziare il nuovo sistema è previsto un contributo salariale pari allo 0,8% della massa salariale, suddiviso tra lavoratore e datore di lavoro. Questo significa che ogni salario verrebbe gravato da una nuova trattenuta e che ogni impresa dovrebbe sostenere un ulteriore costo. In un periodo caratterizzato dall'aumento dei premi di cassa malati, degli affitti, dei costi energetici e della pressione fiscale, aggiungere un nuovo prelievo appare quantomeno discutibile.

Ma c'è un altro aspetto che merita attenzione. I frontalieri che risiedono oltre confine non beneficerebbero necessariamente del nuovo sistema nello stesso modo dei residenti e, secondo diverse interpretazioni, potrebbero non essere soggetti agli stessi oneri. Il risultato sarebbe paradossale: un'iniziativa presentata come sociale rischierebbe di rendere relativamente più conveniente l'impiego di manodopera frontaliera rispetto a quella residente.

A pagare il conto non sarebbero però soltanto lavoratori e aziende. L'iniziativa prevede anche un importante contributo finanziario da parte del Cantone. Le stime parlano di un sistema che potrebbe costare complessivamente fino a 150 milioni di franchi all'anno. Risorse che dovranno provenire dai contributi salariali ma anche dalle casse pubbliche, cioè dalle imposte pagate dai cittadini.

Tutto questo per affrontare un problema che esiste, ma che è molto più limitato di quanto si voglia far credere. Le persone che rinunciano alle cure dentarie per ragioni economiche rappresentano una quota contenuta della popolazione e, soprattutto, chi si trova realmente in difficoltà può già contare su aiuti pubblici specifici. Il Cantone finanzia ogni anno circa 6,3 milioni di franchi per le cure dentarie dei beneficiari di prestazioni complementari e circa 1,6 milioni per le persone in assistenza sociale. A questi strumenti si aggiungono le deduzioni fiscali per le spese dentarie più importanti.

La vera domanda è quindi un'altra: ha senso creare una nuova assicurazione obbligatoria, nuovi costi e nuova burocrazia per tutti, quando esistono già meccanismi che permettono di aiutare chi ne ha realmente bisogno?

Più che una soluzione mirata, questa iniziativa rischia di trasformarsi nell'ennesimo sistema costoso a carico della collettività, con effetti collaterali negativi sul lavoro, sulle imprese e sulle finanze pubbliche. E proprio per questo merita di essere respinta.

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