Una piazza per dire no al riarmo e sì alla neutralità!

Adam Barbato - Shoufani, coordinatore della Gioventù Comunista
Mentre Berna promuove il costante innalzamento del budget dell’esercito a discapito di istruzione e sanità, lo smantellamento del Servizio Civile mediante la relativa modifica di legge e la distruzione della politica di neutralità con il continuo avvicinamento della Confederazione ad UE e NATO, una voce di protesta si alza dal Ticino. Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha convocato per sabato 6 giugno alle 14:00 una manifestazione a Bellinzona con lo slogan “No al riarmo: soldi alla scuola, non alla guerra!”.
Prima ancora che come militante politico, ho accolto con entusiasmo l’annuncio della mobilitazione come giovane e come studente. Trovo semplicemente vergognoso che il nostro Governo abbia ancora la faccia tosta di parlare di tirate di cinghia per la scuola perché “mancano i soldi”; quei soldi che, stranamente, per finanziare un esercito già sovradimensionato ci sono sempre. Parliamo di misure di austerità federali che prevedono di tagliare 477,3 milioni all’istruzione e alla ricerca per sacrificarli sull’altare del riarmo!
E perché mai tutta questa voglia di riarmarsi? Il consigliere federale Martin Pfister, capo del Dipartimento Federale della Difesa, fa copia-incolla dai comunicati Bruxelles: tutto per la sicurezza. È con lo stesso pretesto che l’Unione Europea, con il suo progetto ReArm Europe, sta derubando i suoi contribuenti di 800 miliardi per rafforzare i vari eserciti del continente contro la temibile minaccia della Russia. E proprio della Russia e della sua presunta volontà di espandersi sino a Lisbona ci sarebbe molto da dire: non erano i giornaloni nostrani a dipingere l’esercito russo come un’armata Brancaleone che in Ucraina combatteva con le pale? Ora invece si è trasformato in una minaccia per l’umanità dato che con i suoi (presunti) droni a momenti arriva persino nel bagno di Palazzo Federale. Su queste ed altre contraddizioni nella narrazione circolata in Occidente negli ultimi anni ci si dovrebbero fare diverse domande!
In tutto ciò, il nostro Paese strizza sempre più l’occhio alla NATO distruggendo la sua neutralità. Un anno fa l’ex-capo dell’Esercito Thomas Süssli proponeva di mandare 200 soldati svizzeri in Ucraina come “Peacekeeping” al fianco delle forze NATO, cioè quella stessa organizzazione che nella sua espansione ad est ha causato lo stesso conflitto in Ucraina, che continua ad alimentare dall’esterno esecrando la diplomazia! Ma il cambio della guardia con l’atlantista Benedikt Roos non ha certo portato ad un cambio di rotta: le esercitazioni congiunte, e gli scambi in materia bellica si intensificheranno sempre di più!
Invece di sviluppare una linea di politica estera indipendente e coerente con la tradizione diplomatica elvetica, in ambito di difesa il nostro Consiglio Federale sceglie di recepire passivamente le istruzioni da Von der Leyen, così come lo fece nel 2022 quando adottò le inutili e controproducenti sanzioni UE contro la Russia e così come vuole fare ora con gli accordi “bilaterali” III che rischiamo di firmare: una disgrazia per i lavoratori e per i nostri diritti democratici! Ed è anche contro queste politiche di sottomissione e di svendita della sovranità nazionale che si mobiliteranno gli studenti, ricordando che dire no all’UE vuol dire sì al lavoro, dire no alla NATO vuol dire sì alla Pace!



