Da 120 anni nel cuore di Lugano

L'Hotel International au Lac festeggia la sua storia
L'Hotel International au Lac festeggia la sua storia
LUGANO - Centoventi anni di storia, quattro generazioni alla guida e un legame con la città che risale alla Belle Époque. L'Hotel International au Lac di Lugano celebra un anniversario importante: era il 31 marzo 1906 quando la struttura di Via Nassa 68 aprì per la prima volta le sue porte. Per festeggiare il traguardo, la famiglia Schmid ha organizzato un incontro con gli ex allievi dell'Ecole hôtelière de Lausanne (EHL), la cui associazione celebra a sua volta i cento anni di attività.
La festa si è tenuta il 13 ottobre, riunendo la famiglia proprietaria dell'albergo e i rappresentanti dell'Associazione dei diplomati EHL (AEHL). Un'occasione per ripercorrere la storia di una delle strutture alberghiere storiche di Lugano, ma anche per raccontare come il settore dell'ospitalità sia cambiato nell'arco di oltre un secolo.
Dal 1906 a oggi, quattro generazioni alla guida
La storia dell'International au Lac comincia con Anton Disler, albergatore originario di Lucerna che nel 1906 decise di aprire un hotel sul lungolago luganese. Erano gli anni in cui la città stava sviluppando la propria vocazione turistica, favorita anche dai nuovi collegamenti ferroviari attraverso le Alpi.
Il progetto di Disler prevedeva un albergo elegante e confortevole, ma senza eccessi, con particolare attenzione al benessere degli ospiti. Una filosofia che, secondo la famiglia proprietaria, ha accompagnato la struttura attraverso i decenni.
Dopo Anton e Alice Disler-Helfenstein, nel 1929 la gestione passò alla figlia Alice e al marito Otto Schmid. Nel 1957 fu il turno di Giulio Schmid, rappresentante della terza generazione, che nel 1969 sposò Beatrice Mollinet.
Oggi l'albergo è gestito da Alessandra e Roberto Schmid, quarta generazione della famiglia. Alessandra è entrata nell'azienda nel 1994, introducendo tra l'altro l'informatica alla reception, mentre Roberto ha affiancato i genitori nella direzione a partire dal 2004.
All'orizzonte si affaccia già una possibile quinta generazione, rappresentata da Sergio e Aurelia. I due giovani stanno seguendo i propri percorsi personali e professionali e potranno decidere in futuro se proseguire l'attività di famiglia.
«La storia di un albergo non si misura soltanto negli anni trascorsi, ma nella capacità di ogni generazione di custodire ciò che ha ricevuto, rinnovarlo e trasmetterlo a chi verrà dopo. È con questo spirito che celebriamo i nostri 120 anni, guardando con entusiasmo al futuro», afferma Roberto Schmid, comproprietario e direttore dell'International au Lac.
Otto milioni di investimenti negli ultimi dodici anni
Nel corso della sua storia, l'albergo ha attraversato numerose trasformazioni. Dalle camere originariamente dotate di brocche e catini di porcellana si è passati progressivamente ai bagni privati, installati in tutte le stanze tra il 1958 e il 1980.
Tra il 1990 e il 1994 sono stati realizzati il garage sotterraneo e la piscina nel giardino sul retro. Dal 1999 al 2009 è stata introdotta progressivamente l'aria condizionata in tutto l'edificio, mentre tra il 2012 e il 2024 sono state completamente rinnovate, in tre tappe, le camere di quattro piani.
Complessivamente, negli ultimi dodici anni la proprietà ha investito circa 8 milioni di franchi in lavori di ammodernamento e migliorie alle camere e agli impianti.
Gli interventi hanno riguardato anche la conservazione dell'edificio storico. Nel 2020 è stato completato il restauro della facciata, con il ripristino dei colori originali. Tra i lavori figurano inoltre quelli alla caratteristica cupola dell'albergo.
Particolare attenzione è stata dedicata negli ultimi anni all'efficienza energetica. Nel 2017 è stata ammodernata la centrale termica, un intervento che, secondo i dati comunicati dall'hotel, ha permesso di ridurre del 47,5% le emissioni di CO₂.
Nel 2026 è inoltre entrato in funzione un nuovo impianto che recupera il calore prodotto dai sistemi di climatizzazione e lo riutilizza per la produzione di acqua calda sanitaria.
78 camere e 30 collaboratori
Oggi l'International au Lac dispone di 78 camere, per un totale di 140 posti letto, e impiega 30 collaboratrici e collaboratori.
La struttura comprende un'autorimessa sotterranea con 36 posti auto, quattro colonnine di ricarica per veicoli elettrici e un giardino con piscina.
La continuità della gestione familiare e la conservazione del patrimonio storico hanno ottenuto anche alcuni riconoscimenti. Nel 2007 l'albergo ha ricevuto una distinzione speciale ICOMOS per la tutela e la valorizzazione del proprio archivio storico e per la continuità della filosofia aziendale.
Nel 2023 la Neue Zürcher Zeitung (NZZ) ha inserito l'International au Lac tra i migliori alberghi storici della Svizzera nell'ambito del suo NZZ-Hotel Rating. Nel 2024 Alessandra e Roberto Schmid hanno invece ricevuto lo Swiss Welcome Trophy, assegnato dalla rivista Gastronomie & Tourisme per la qualità dell'ospitalità e la gestione sostenibile.
Un albergo che racconta anche la storia di Lugano
La vicenda dell'International au Lac è strettamente legata all'evoluzione della città. Dalla Lugano della Belle Époque allo sviluppo del turismo moderno, l'edificio ha accompagnato le trasformazioni del lungolago, di Via Nassa e di Piazza Luini, fino alla realizzazione del centro culturale LAC.
Per celebrare i 120 anni, Roberto Schmid ha raccolto oltre un decennio di ricerche nell'archivio storico di famiglia in un libro di circa cento pagine, pubblicato nella primavera del 2026.
Il volume ripercorre la storia dell'albergo attraverso documenti, fotografie, progetti, testimonianze e curiosità, ricostruendo parallelamente alcuni aspetti dell'evoluzione turistica e urbana di Lugano.
Una copia è stata collocata in ciascuna delle 78 camere, affinché gli ospiti possano conoscere la storia della struttura durante il soggiorno.
Il progetto si affianca al museo dell'albergo, inaugurato nel 2006 in occasione del centenario e situato al primo piano, ai pannelli storici lungo la scala e a un percorso digitale dedicato alla memoria dell'International au Lac.
Da dove arriva il nome International au Lac?
Anche il nome dell'albergo racconta un pezzo di storia. Secondo la ricostruzione della proprietà, la denominazione potrebbe essere legata all'Esposizione internazionale del Sempione, organizzata a Milano nel 1906.
All'epoca, l'apertura del traforo ferroviario del Sempione era inizialmente prevista per il 1905, ma i ritardi nei lavori ne avevano posticipato l'inaugurazione alla primavera del 1906.
Nel frattempo, il collegamento ferroviario verso Milano attraverso le Alpi passava dal San Gottardo e quindi dal Ticino. Fu in questo contesto che Anton Disler acquistò l'edificio di Via Nassa 68 e vi realizzò il suo albergo.
Il termine «International» potrebbe dunque richiamare l'esposizione milanese, mentre la dicitura francese «au Lac», ovvero «sul lago», sottolineava la posizione della struttura affacciata sul Ceresio.
Si tratta comunque di un'ipotesi storica, non di un'origine documentata con certezza.
Due anniversari festeggiati insieme
Il 120esimo anniversario dell'International au Lac è stato celebrato insieme al centenario dell'Associazione dei diplomati EHL, la rete degli ex studenti dell'Ecole hôtelière de Lausanne.
Fondata nel 1893, l'Ecole hôtelière de Lausanne è stata la prima scuola alberghiera svizzera. La sua associazione degli alumni è nata nel 1926 e conta oggi circa 35'000 membri distribuiti in 150 Paesi e cinque continenti, organizzati in 70 gruppi territoriali.
La scelta di unire i festeggiamenti non è casuale. Il legame tra la famiglia Schmid e la scuola alberghiera losannese attraversa infatti più generazioni.
Giulio Schmid frequentò l'istituto dal 1954 al 1956, prima di acquisire esperienza professionale a Londra e St. Moritz. Nel 1957 rientrò a Lugano per affiancare la madre Alice nella gestione dell'International au Lac.
La stessa formazione è stata scelta dai figli: Alessandra Schmid si è diplomata all'EHL nel 1991, mentre Roberto ha conseguito nel 2000 il Bachelor of Science in International Hospitality Management.
Il rapporto con la scuola prosegue oggi attraverso le attività dell'associazione degli ex allievi, che anche in Ticino organizza incontri e iniziative dedicate al settore alberghiero.
Una rete di circa 500 diplomati in Ticino
Il gruppo ticinese dell'AEHL conta circa 500 iscritti ed è presieduto da Letizia Gianora.
«Celebrare insieme questi anniversari all’Hotel International au Lac significa ritrovarsi come parte di una rete che unisce tutti i diplomati EHL, accomunati dalla stessa formazione e cultura dell’ospitalità. Riscoprire la storia di questo albergo e il legame della famiglia Schmid con la nostra scuola rende questo incontro particolarmente significativo», sottolinea Gianora.
La presidente spiega che il gruppo cantonale organizza ogni anno diverse attività, dalle visite a nuove strutture alle degustazioni, fino a conferenze e workshop dedicati a temi professionali.
«Come presidente del gruppo Ticino, che conta circa 500 iscritti, organizzo ogni anno, insieme al comitato, sei o sette occasioni di incontro: visite a nuove strutture, degustazioni, scoperte e riscoperte delle realtà del territorio, ma anche conferenze e workshop di approfondimento su temi diversi. Attraverso queste attività manteniamo viva la rete sul territorio, coltiviamo amicizie e favoriamo lo scambio di competenze, nuove sinergie e opportunità di business, in un ambiente sempre caloroso e accogliente».
L'incontro del 13 ottobre all'International au Lac ha così riunito due realtà legate alla storia dell'ospitalità svizzera: da una parte un albergo che dal 1906 è rimasto nelle mani della stessa famiglia, dall'altra una rete professionale che da un secolo mantiene i contatti tra i diplomati della scuola alberghiera di Losanna.









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