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Tesla e IDI insieme: il futuro è già cominciato

Dal traguardo di Starship ai robot umanoidi Optimus, fino alle interfacce cerebrali di Neuralink, le trasformazioni prendono forma. In Ticino nasce una collaborazione per comprenderle e coglierne le possibilità. Primo appuntamento pubblico il 3 ottobre a Cadenazzo.
Tesla e IDI insieme: il futuro è già cominciato
Tesla/IDI
Tesla e IDI insieme: il futuro è già cominciato
Dal traguardo di Starship ai robot umanoidi Optimus, fino alle interfacce cerebrali di Neuralink, le trasformazioni prendono forma. In Ticino nasce una collaborazione per comprenderle e coglierne le possibilità. Primo appuntamento pubblico il 3 ottobre a Cadenazzo.

CADENAZZO - Il razzo più grande e potente mai costruito ha raggiunto l’orbita terrestre. Lunedì 28 settembre, Starship di SpaceX ha compiuto un passo decisivo: ingresso in orbita, rilascio di 26 satelliti Starlink di nuova generazione, manovra di uscita dall’orbita e rientro nel Pacifico. Ha dimostrato capacità fondamentali per il suo impiego futuro, pur anticipando il rientro per precauzione dopo un problema a un motore.

La portata del risultato va oltre il singolo lancio. Starship è progettato per diventare un sistema di trasporto spaziale interamente e rapidamente riutilizzabile, capace di portare grandi carichi in orbita e, in prospettiva, persone e materiali sulla Luna e su Marte. Raggiungere questi obiettivi significherebbe cambiare l’economia dell’accesso allo spazio: rendere possibili infrastrutture più grandi, nuove attività scientifiche e industriali, missioni che oggi restano complesse e costose. Il volo del 28 settembre segna un avanzamento concreto lungo questa strada.

Sulla Terra, un’altra frontiera prende forma con Optimus, i robot umanoidi sviluppati da Tesla. L’obiettivo è portare l’intelligenza artificiale nel mondo fisico, attraverso macchine progettate per muoversi, interagire con l’ambiente e svolgere attività pericolose, ripetitive o faticose. Una prospettiva che potrebbe trasformare profondamente il lavoro e il modo in cui produciamo beni e servizi. Il progetto Optimus.

Con Neuralink, il collegamento tra cervello e tecnologia sta già restituendo possibilità concrete di autonomia. Nelle sperimentazioni cliniche, persone con paralisi hanno potuto usare un computer e, in alcuni casi, controllare un braccio robotico attraverso i propri segnali cerebrali: scrivere, studiare, lavorare, compiere gesti quotidiani. Risultati che rappresentano un primo passo verso un’ambizione molto più ampia: sviluppare un’interfaccia capace di dialogare con diverse funzioni del cervello, recuperare capacità compromesse e, nel lungo periodo, ampliare le possibilità dell’essere umano e la sua interazione con i sistemi digitali.

Razzi, robot, interfacce cerebrali, intelligenza artificiale, energia, mobilità e connessioni satellitari: nell’universo imprenditoriale di Elon Musk queste traiettorie delineano una visione che attraversa interi settori. Una visione che prende corpo attraverso veicoli, prototipi, infrastrutture e prove sul campo, mostrando quanto rapidamente possano cambiare i confini di ciò che consideriamo possibile.

È in questo orizzonte che si inserisce la collaborazione tra Tesla e Institute for Decoding Innovation (IDI), nata per diffondere la cultura dell’innovazione e avvicinare le persone alle trasformazioni che stanno ridisegnando il mondo.

Tesla porta l’esperienza di chi sviluppa tecnologie capaci di incidere sulla vita quotidiana e sui sistemi produttivi. IDI studia i segnali del cambiamento, collega le scoperte e le innovazioni che emergono in ambiti diversi ed esplora gli scenari che potrebbero derivarne. La missione condivisa è rendere queste trasformazioni comprensibili e rilevanti per le decisioni di cittadini, imprese e istituzioni.

Rivolgiamo la domanda a Pietro Veragouth, fondatore di IDI. Che cosa c’è in gioco per chi vive e lavora in Ticino, mentre queste tecnologie cambiano il mondo?

«Cambierà il mondo nel quale quella persona vivrà, lavorerà e accompagnerà i propri figli. Considero quello che vede protagoniste Tesla e SpaceX l’ecosistema d’innovazione più avanzato e visionario oggi esistente: per me è il più concreto esempio di futuro che prende forma. Vediamo progetti ambiziosi diventare macchine, infrastrutture e capacità nuove. E ogni capacità nuova può aprire possibilità anche molto lontane dal settore in cui nasce.

Quando consigliamo a un figlio che cosa studiare, quando un’impresa decide in che cosa investire o quando un’istituzione stabilisce le proprie priorità, stiamo già facendo una scommessa sul futuro. Comprendere per tempo trasformazioni sempre più rapide ci permette di farla con maggiore consapevolezza. Con Tesla vogliamo portare questo confronto tra le persone e nelle aziende, e supportare le istituzioni nel comprendere il cambiamento e orientare le proprie scelte. L’obiettivo è promuovere un approccio virtuoso alla tecnologia, orientato a generare un impatto positivo sulla qualità della vita e sul benessere collettivo».

Il primo appuntamento della collaborazione sarà «Il futuro non aspetta», sabato 3 ottobre al Centro Tesla del Canton Ticino, a Cadenazzo, nell’ambito delle Swiss AI Weeks. L’incontro, organizzato da Tesla e IDI, vedrà la partecipazione di IDSIA USI–SUPSI e Mars Planet Technologies.

Il campo di osservazione sarà ampio. Intelligenza artificiale, robotica, biotecnologie, longevità, neurotecnologie, energia, calcolo quantistico e tecnologie spaziali sono soltanto alcuni degli ambiti studiati e presentati da IDI. Al centro ci saranno le connessioni tra questi sviluppi: come si rafforzano reciprocamente, perché accelerano il cambiamento e quali opportunità e interrogativi aprono.

La collaborazione si svilupperà coinvolgendo imprese, scuole, istituzioni e realtà della società civile. Alle conferenze già in programma si affianca «Il futuro non aspetta — In azienda», con incontri che collegano le grandi trasformazioni a esempi e scenari vicini alla realtà ospitante, portando il confronto nei luoghi in cui si lavora, si investe e si prendono decisioni. L’iniziativa Tesla–IDI.

L’appuntamento del 3 ottobre è aperto a tutti. Accoglienza dalle 10.30, inizio alle 11.00, conclusione indicativa alle 13.00, con brunch finale. L’ingresso è gratuito, con posti limitati e registrazione obbligatoria, soggetta a conferma personale via email. Programma e iscrizioni, cliccando qui.

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