«Gli europei al tavolo dei negoziati solo più tardI»

La Russia punta a coinvolgere l’Europa solo dopo una prima fase negoziale con Stati Uniti e Ucraina.
MOSCA - La Russia prevede un coinvolgimento degli europei nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina, ma solo in una fase successiva.
In un primo momento, i colloqui riprenderanno nel formato a tre, con Russia, Stati Uniti e Ucraina, ha dichiarato a Mosca il portavoce del Cremlino Dmitri Peskow, citato dall'agenzia di stampa Tass. Peskow ha confermato che si sta preparando un incontro negli Emirati Arabi Uniti per metà novembre.
Il presidente Vladimir Putin ha già indicato il tema principale dei colloqui: «Si tratta della sicurezza di entrambi i Paesi, della Russia e dell'Ucraina, dopo che ci sarà stata una transizione verso una soluzione di pace», ha spiegato Peskow.
Quanto alla partecipazione degli europei ai negoziati in una fase successiva, il portavoce del Cremlino ha precisato: «È chiaro che non si può discutere l'architettura della sicurezza europea senza altri partecipanti».
L'ipotesi di un incontro a tre ad Abu Dhabi era emersa martedì, dopo la visita a Putin del negoziatore statunitense Steve Witkoff. Come possibile data era stato indicato un giorno a partire dal 10 novembre, dunque dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti del 3 novembre, ma prima di un eventuale incontro tra Putin, il presidente americano Donald Trump e il capo di Stato cinese Xi Jinping al vertice Asia-Pacifico del 18 e 19 novembre.
UE: «Siamo già coinvolti nei colloqui»
Interpellato su un possibile coinvolgimento dell'UE, un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che sono attesi a breve nuovi colloqui multilaterali tra alti funzionari. «L'UE parteciperà a questi colloqui», ha assicurato.
Il portavoce ha ricordato le consultazioni tenutesi circa due settimane fa a Miami, in Florida, alle quali hanno partecipato rappresentanti di Stati Uniti, Ucraina, Germania, Francia, Gran Bretagna, UE e Nato. Anche l'ultima visita di Witkoff a Putin era stata preparata attraverso incontri a Oslo con rappresentanti di Ucraina, Norvegia e Finlandia, ai quali avevano preso parte anche esponenti dell'UE e della Nato.



