Per il Cremlino, «non ci sono i presupposti per negoziare»

Mosca accoglie l'apertura a incontri, ma frena su vertici senza risultati concreti sul tavolo.
KIEV/MOSCA - «Al momento non ci sono presupposti per avviare negoziati di pace» con l'Ucraina, anche se la Russia «rimane aperta a tali negoziati». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, commentando l'appello dei presidenti degli Stati Uniti e dell'Ucraina, Donald Trump e Volodymyr Zelensky, a un cessate il fuoco nel settore energetico.
«È in corso una crescente militarizzazione dell'Ucraina - ha affermato Peskov, citato dall'agenzia Interfax -. Gli Stati europei stanno cercando di reperire sempre più fondi per l'acquisto di armamenti. Il regime di Kiev continua la sua attività, che è in gran parte terroristica».
Commentando le dichiarazioni fatte ieri da Zelensky, il quale si è detto pronto a incontrare Putin in «qualsiasi momento», Peskov ha dichiarato che «per quanto riguarda l'incontro» tra i due la nostra posizione è ben nota. Putin ha detto che Zelensky, se lo desidera, può venire a Mosca».
«Gli saranno fornite garanzie di sicurezza. E sa perfettamente quali decisioni devono essere prese», ha sottolineato il portavoce del Cremlino. Tuttavia «organizzare un vertice prima che il lavoro a livello di esperti sia completato è inappropriato, sarebbe una perdita di tempo», ha detto ancora il portavoce presidenziale russo citato dalla TASS.
Quanto a un nuovo vertice con Trump, dopo quello di Ferragosto 2025 tenuto ad Anchorage, in Alaska, Peskov ha affermato che Putin «i presidenti Putin e Trump, durante le loro conversazioni telefoniche, sottolineano sempre di essere pronti ad un altro incontro se necessario», aggiungendo tuttavia «per ora» non ci sono accordi in questo senso, riferisce Interfax.



