Chi ha fatto uccidere Tupac? Dopo 30 anni arriva la sentenza

A trent'anni dalla morte del rapper, l'ex capo gang è stato condannato a Las Vegas. Potrà chiedere la libertà condizionata solo dopo 40 anni.
LAS VEGAS - A trent'anni dall'omicidio di Tupac Shakur, la giustizia americana ha pronunciato la sua sentenza. Duane Davis, 63 anni, ex capo della gang South Side Compton Crips, è stato condannato ad almeno 40 anni di carcere per il suo ruolo nell'assassinio del celebre rapper. Solo dopo aver scontato questo periodo potrà chiedere la libertà condizionata. Una pena che, considerata la sua età, potrebbe significare trascorrere il resto della vita dietro le sbarre.
La sentenza è stata pronunciata martedì dal tribunale di Las Vegas, davanti ai familiari della vittima. Durante l'udienza, la sorella del rapper, Sekyiwa Shakur, 51 anni, ha ricordato tra le lacrime il fratello, descrivendolo come la sua «stella splendente» e un punto di riferimento per l'intera famiglia. Anche il fratellastro Mopreme Shakur ha preso la parola, sottolineando come la perdita del musicista abbia segnato non soltanto i suoi cari, ma milioni di fan in tutto il mondo. Entrambi hanno espresso il dolore per una morte che, a distanza di tre decenni, continua a lasciare un vuoto.
Duane Davis ha accolto la condanna quasi senza mostrare emozioni. Quando la giudice Carli Kierny gli ha concesso la parola, il 63enne ha chiesto la restituzione di alcuni effetti personali, tra cui fotografie sequestrate dagli investigatori durante una perquisizione. Insieme al suo avvocato ha inoltre annunciato l'intenzione di presentare ricorso. Circa sei settimane prima, una giuria composta da dodici persone lo aveva riconosciuto colpevole di aver organizzato l'agguato mortale. Davis non era accusato di aver materialmente sparato, ma di aver pianificato l'attacco e procurato l'arma utilizzata.
Tupac Shakur fu raggiunto da diversi colpi d'arma da fuoco il 7 settembre 1996, mentre si trovava a bordo di un'automobile a Las Vegas. Morì sei giorni dopo in ospedale, a soli 25 anni. Secondo l'accusa, l'omicidio sarebbe stato una vendetta legata a una rissa avvenuta poche ore prima, dopo un incontro di boxe di Mike Tyson. Il rapper e alcuni suoi accompagnatori avrebbero aggredito Orlando Anderson, nipote di Davis e presunto membro della stessa gang. Le indagini sono rimaste a lungo senza una svolta, fino all'arresto di Davis nel 2023. A contribuire alla ricostruzione dei fatti sarebbero state anche le dichiarazioni dello stesso imputato, che in diverse interviste e in un libro autobiografico aveva raccontato di trovarsi nella Cadillac bianca dalla quale partirono gli spari.
Durante il processo, la difesa aveva cercato di screditare quelle confessioni, sostenendo che Davis avesse inventato o esagerato diversi dettagli per ottenere notorietà e guadagni. L'avvocato Michael Sanft aveva inoltre evidenziato l'assenza di prove fisiche che collocassero il suo assistito sulla scena del crimine e il fatto che l'arma del delitto non fosse mai stata ritrovata. Argomentazioni che non hanno convinto la giuria. Nel pronunciare la sentenza, la giudice Kierny ha rivolto parole severe al condannato: «Non si può togliere una persona alla sua famiglia, privarla della vita e del futuro e semplicemente farla franca». E ha aggiunto: «Ci sono voluti 30 anni, ma ora sarete chiamato a rispondere di ciò che avete fatto il 7 settembre 1996».
Considerato uno degli artisti più influenti della storia dell'hip-hop, Tupac Shakur ha lasciato un'eredità musicale che continua ancora oggi. Autore di successi come «California Love» e «Changes», ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo. Nel 2017 è stato inserito postumo nella Rock and Roll Hall of Fame e nel 2023 ha ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame. La condanna di Davis rappresenta un passaggio decisivo in uno dei casi di omicidio più celebri e controversi della storia della musica americana.



