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ChatGPT, dipendente arrestato: rischia 5 anni di carcere e 230'000 franchi di multa

Un 35enne saudita è sospettato di aver nascosto un dispositivo di registrazione dietro un televisore. L'FBI indaga sul caso.
ChatGPT, dipendente arrestato: rischia 5 anni di carcere e 230'000 franchi di multa
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Fonte Sda Dpa
ChatGPT, dipendente arrestato: rischia 5 anni di carcere e 230'000 franchi di multa
Un 35enne saudita è sospettato di aver nascosto un dispositivo di registrazione dietro un televisore. L'FBI indaga sul caso.

SAN FRANCISCO - Un dipendente di OpenAI, la società sviluppatrice di ChatGPT, è stato arrestato con l'accusa di aver piazzato una microspia in una sala conferenze dell'azienda a San Francisco. Il sospettato, un cittadino saudita di 35 anni, è ora al centro di un'indagine dell'FBI. A comunicare l'arresto sono stati la stessa OpenAI e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Secondo gli investigatori, il dispositivo di registrazione è stato scoperto circa due settimane fa, nascosto nella porta USB di un televisore e avvolto nella carta igienica. Sarebbe stato collocato nella sala conferenze all'incirca due giorni prima del ritrovamento. Si tratta di un locale particolarmente sensibile, nel quale vengono spesso discussi segreti commerciali dell'azienda.

Le telecamere di sicurezza avrebbero ripreso il dipendente alla fine di settembre nei pressi della sala conferenze, alla quale non era autorizzato ad accedere. Gli investigatori hanno inoltre diffuso un'immagine che mostrerebbe il 35enne mentre tenta di guardare dietro il televisore, proprio nella zona in cui è stato successivamente individuato il dispositivo.

Un altro elemento emerso dalle indagini riguarda alcune ricerche effettuate attraverso un account chatbot appartenente alla moglie del sospettato. Secondo il Dipartimento di Giustizia, nella cronologia delle conversazioni sono state trovate richieste di informazioni su dispositivi di registrazione, comprese caratteristiche corrispondenti a quelle della microspia rinvenuta.

In caso di condanna, il dipendente rischia fino a cinque anni di carcere e una multa equivalente a poco più di 230'000 franchi.

Il caso riaccende l'attenzione sulla sicurezza dei laboratori impegnati nello sviluppo dell'intelligenza artificiale. Jay Clayton, indicato come coordinatore dei servizi segreti statunitensi, ha sottolineato in un comunicato l'importanza di vincere la corsa all'IA per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Clayton aveva inoltre ricevuto dal presidente Donald Trump un ruolo centrale nella supervisione del settore. Recentemente, un ricercatore di intelligenza artificiale diventato whistleblower aveva ipotizzato la presenza di spie cinesi all'interno dei grandi laboratori di OpenAI e Anthropic, senza tuttavia fornire prove a sostegno delle proprie affermazioni. Non sono emersi collegamenti tra queste ipotesi e l'arresto del dipendente.

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