Marine Usa accusato dell'omicidio di una donna

Il caso riapre il dibattito interno sulla presenza militare americana in Giappone.
TOKYO - Il governatore di Okinawa, Genta Koja, ha sollecitato il governo centrale ad adottare misure «efficaci e strutturali» dopo l'arresto di un marine Usa, accusato di rapina e omicidio di una donna locale lo scorso sabato.
In un incontro a Tokyo con il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi, Koja ha criticato l'attuale sistema disciplinare delle forze americane, giudicato «inefficace», e ha inoltre richiesto la convocazione del Consiglio per le politiche di Okinawa, organismo inattivo da oltre un decennio, per ridurre il peso delle basi. Koja incontrerà la premier Sanae Takaichi, che ha definito il crimine «efferato», e che adesso, secondo gli analisti, si trova a bilanciare la ferma condanna dell'accaduto con la necessità di preservare i delicati equilibri dell'alleanza con Washington.
Le forze Usa a Okinawa hanno imposto un coprifuoco notturno di 30 giorni, mentre il marine 20enne in servizio nella base di Futenma, è sotto custodia giapponese in base all'accordo Sofa, che assegna a Tokyo la giurisdizione per i reati commessi fuori servizio e fuori base.
L'episodio riaccende le tensioni nella prefettura nel sud ovest del Paese che ospita la maggior parte delle installazioni militari americane, e già teatro in passato di numerosi crimini da parte dei soldati Usa. Nonostante la recente vittoria elettorale di Koja, sostenuto dal partito conservatore della premier Takaichi e favorevole al trasferimento della base di Futenma nell'area di Henoko, l'opposizione locale resta forte e chiede lo spostamento dei militari fuori dall'arcipelago.



