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VENEZUELA

Terremoto in Venezuela, i morti salgono a 188

Oltre 1'500 feriti e centinaia di dispersi dopo le due scosse. Danni a edifici e ospedali, richiesti aiuti internazionali
Terremoto in Venezuela, i morti salgono a 188
IMAGO
Fonte Ats Ans
Terremoto in Venezuela, i morti salgono a 188
Oltre 1'500 feriti e centinaia di dispersi dopo le due scosse. Danni a edifici e ospedali, richiesti aiuti internazionali

CARACAS - Sale a 188 il bilancio delle vittime del violento doppio terremoto che ha colpito ieri il nord del Venezuela. Lo ha riferito il presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez, precisando che il capo dello Stato si trova nello Stato della Guaira per visitare le zone più colpite.

Secondo le cifre ufficiali provvisorie del governo, i feriti sono 1'520, mentre le persone intrappolate sarebbero circa 200 e i dispersi 157. Ingenti i danni alle strutture: almeno 250 edifici distrutti, otto ospedali e 68 infrastrutture danneggiate. Le due scosse principali hanno interessato soprattutto l'area del Gran Caracas e della Guaira, dove da allora si sono registrate 138 repliche.

Le autorità hanno lanciato un appello all'unità e alla cooperazione nelle operazioni di soccorso. «La principale missione adesso è rimanere uniti e trasformarci in un solo braccio», ha dichiarato Rodríguez. Sul fronte internazionale è stata richiesta l'assistenza di squadre specializzate: aerei con soccorritori da Stati Uniti, Messico, Spagna, Qatar e dalle Nazioni Unite sono in viaggio verso il Paese.

Intanto, un sito creato su iniziativa popolare per aiutare le famiglie a rintracciare i propri cari segnala numeri molto più elevati: le persone indicate come disperse sarebbero 39'457. La piattaforma raccoglie segnalazioni dei cittadini in un contesto ancora segnato da difficoltà nelle comunicazioni e nelle operazioni di soccorso.

Nell'ambito dell'emergenza umanitaria, i principali operatori di telecomunicazioni hanno inoltre rimosso il blocco della rete sociale X. Secondo l'organizzazione Venezuela Sin Filtro, l'accesso è stato ripristinato senza l'uso di strumenti di elusione. Il blocco era stato imposto nell'agosto 2024 dopo le elezioni presidenziali, nel quadro di restrizioni su internet e social network.

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