Proteste studentesche, atto terzo

«Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo», ha dichiarato la portavoce del movimento
PARIGI - Continua in Francia la mobilitazione studentesca, con il cosiddetto "terzo atto" della protesta a cui aderiscono oggi anche diversi sindacati d'Oltralpe. Manifestazioni sono state indette in grandi città come Parigi, Lione, Marsiglia e una trentina di altri comuni.
«Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo», ha detto ai microfoni di BFMTV la portavoce dell'Union étudiante, Sabrine Kharbach, ricordando le rivendicazioni di liceali e studenti.
Si chiede di poter «mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell'anno della maturità, è pur sempre il minimo indispensabile», ha affermato, aggiungendo che «chiediamo soprattutto di smetterla con il disprezzo».
Da parte sua il ministro dell'istruzione Edouard Géffray, intervistato da Franceinfo, avverte i facinorosi: «Una violenza illegale è una violenza che va sanzionata». «Ci sono violenze estreme all'interno di questi movimenti», ha deplorato rispondendo a chi chiedeva se la risposta della polizia fosse proporzionata: «Dall'inizio - ha aggiunto - ho invitato al dialogo, a non incoraggiare i blocchi».
Géffray ha quindi riferito che dai «primi giorni elementi ultra-violenti si sono infiltrati nei movimenti studenteschi, bersagliando la polizia e assumendo comportamenti inqualificabili». Ha quindi precisato che 715 membri delle forze dell'ordine sono rimasti feriti dall'inizio delle proteste a metà settembre.



