Il petrolio iraniano alla fine non è poi così male

Fino al 21 agosto gli Stati Uniti hanno deciso di allentare temporaneamente le sanzioni sul greggio di Teheran. Questo dopo colloqui definiti «produttivi» fra le parti. Ecco come funzionerà.
WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno deciso di allentare temporaneamente le sanzioni sul petrolio iraniano dopo nuovi colloqui con Teheran. Il Dipartimento del Tesoro ha pubblicato un’autorizzazione che sospende fino al 21 agosto i divieti relativi alla produzione, fornitura e vendita di petrolio greggio e prodotti petroliferi di origine iraniana.
Si tratta del più significativo alleggerimento delle sanzioni dall’inizio della guerra in Iran, il 28 febbraio scorso. Già a marzo Washington aveva concesso una prima apertura limitata al petrolio iraniano bloccato a bordo delle navi.
L’obiettivo dichiarato era quello di calmare i mercati energetici, messi sotto pressione anche dall’impossibilità, dall’inizio del conflitto, di far transitare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale di greggio.
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha definito «produttivi» i recenti colloqui con l’Iran, svoltisi in Svizzera. Secondo quanto riferito, Teheran avrebbe promesso di garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz e di consentire l’accesso agli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). L’autorizzazione straordinaria rientra nell’intesa raggiunta tra le parti.
Nei giorni scorsi anche il vicepresidente JD Vance aveva parlato di un possibile nuovo accordo con l’Iran, basato su vantaggi economici in cambio della rinuncia all’arricchimento dell’uranio e della distruzione delle scorte di uranio altamente arricchito.
L’intesa quadro mira ora a favorire negoziati più approfonditi, in particolare sul programma nucleare iraniano e su una possibile via d’uscita dal conflitto.



