Gaza, il DFAE denuncia una situazione umanitaria catastrofica

La Svizzera ha firmato una dichiarazione congiunta con 19 Stati
La Svizzera ha firmato una dichiarazione congiunta con 19 Stati
BERNA - La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è «catastrofica» e rimane molto instabile, secondo la Svizzera, che ha firmato una dichiarazione congiunta con 19 Stati. La Confederazione esorta Israele a rispettare il diritto internazionale umanitario, che comprende il libero accesso umanitario.
«L'accesso ai servizi essenziali rimane fortemente limitato», ha sottolineato ieri sera il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un comunicato pubblicato sul proprio sito. Dei 36 ospedali dell'enclave palestinese, nessuno è completamente operativo, aggiunge, citando l'ONU, che parla di un sistema sanitario in fase di collasso.
Il DFAE menziona inoltre l'inadeguatezza del sistema di gestione dei rifiuti per gli 1,7 milioni di palestinesi sfollati. «Le famiglie sfollate sono sempre più colpite da infezioni cutanee e altre malattie».
#MoyenOrient | La situation humanitaire dans la bande de #Gaza reste catastrophique et l’aide qui y entre demeure insuffisante. La #Suisse s’est jointe à 19 autres États dans une déclaration exprimant sa profonde préoccupation face à cette situation.
— EDA - DFAE (@EDA_DFAE) June 8, 2026
La déclaration appelle au…
La dichiarazione congiunta chiede alle autorità israeliane di non applicare il nuovo sistema di registrazione delle organizzazioni non governative (ong) internazionali nella sua forma attuale, precisa il comunicato del DFAE. Essa ricorda inoltre gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale umanitario, in particolare quello di autorizzare e facilitare, senza indugio, l'erogazione sicura, rapida e senza ostacoli degli aiuti umanitari alla popolazione civile.
Oltre alla Svizzera, la dichiarazione è stata firmata da Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Islanda, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Svezia, Slovacchia, Regno Unito e Commissione europea.




