Cerca e trova immobili
CANTONE

Se al telefono la banca vi chiede il PIN, riattaccate subito

Decine di tentativi segnalati dall’inizio dell’anno. La pensionata ticinese che ha perso oltre 250mila franchi dopo una telefonata. I consigli per proteggersi
Se al telefono la banca vi chiede il PIN, riattaccate subito
Ti-Press
Se al telefono la banca vi chiede il PIN, riattaccate subito
Decine di tentativi segnalati dall’inizio dell’anno. La pensionata ticinese che ha perso oltre 250mila franchi dopo una telefonata. I consigli per proteggersi

BELLINZONA - Se ricevete una telefonata dalla vostra banca in cui vi viene chiesto di agire subito per bloccare un pagamento, è molto probabile che dall’altra parte del telefono non ci sia un funzionario, ma un truffatore.

Truffa del falso funzionario di banca: i dati
È uno dei principali segnali d’allarme a cui prestare attenzione. Da inizio anno, secondo quanto comunicato dalla Polizia cantonale a Tio.ch, si registrano un paio di casi consumati di truffa del falso funzionario di banca. I tentativi segnalati sono alcune decine, con un leggero aumento rispetto ai mesi precedenti.

Come sottolinea la Polizia cantonale, che «monitora con attenzione l’evoluzione del fenomeno», si tratta tuttavia di un fenomeno ciclico, che si manifesta a ondate e con intensità variabile. «Sulla base dei dati attualmente a disposizione, non è quindi possibile delineare una tendenza consolidata».

BancaStato sul display del telefono: 250mila franchi spariti in 24 ore
Nei giorni scorsi abbiamo raccontato la vicenda di una pensionata ticinese di 78 anni, vittima di una truffa telefonica attuata con la tecnica dello spoofing: sul display del telefono è comparso il nome di BancaStato e un falso funzionario l’ha convinta a installare un programma di accesso remoto.

Secondo la ricostruzione, i truffatori hanno dapprima svuotato un conto presso una banca di Lucerna, trasferendo i fondi su quello della cliente presso BancaStato. Successivamente hanno prosciugato anche quest’ultimo.

In totale sono stati eseguiti 12 bonifici in meno di 24 ore, per lo più da 20mila franchi ciascuno, verso conti riconducibili a persone domiciliate nella Svizzera interna, in particolare nei cantoni di Zurigo, Soletta e Berna. Il danno complessivo supera i 250mila franchi.

Le avvertenze e i consigli
La Polizia cantonale invita a prestare particolare attenzione alle telefonate caratterizzate da toni urgenti o da richieste di credenziali d’accesso, password, PIN, dati di carte di pagamento o accesso remoto ai dispositivi. Non bisogna mai accettare inviti a cliccare su link o a installare software. È inoltre importante diffidare di chiamate ripetute che non lasciano il tempo di riflettere con calma.

Il consiglio è chiaro: «Interrompere immediatamente la chiamata senza fornire informazioni; verificare in autonomia contattando direttamente il proprio istituto bancario tramite i canali abituali ed evitare di cliccare su link ricevuti tramite app di messaggistica istantanea o email».

È opportuno segnalare l’accaduto alla Polizia cantonale telefonando allo 0848.255555 o scrivendo a prevenzione@polca.ti.ch. Ulteriori informazioni sono disponibili consultando la pagina dedicata del sito della Polizia cantonale e, per lo spoofing, la pagina della Prevenzione Svizzera della Criminalità.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE