Bilancio estremamente positivo per l’edizione 2026 di Lugano LongLake

Dopo 18 giorni di festival con oltre 250 eventi e decine di migliaia di partecipanti, si chiude il grande palcoscenico diffuso nei luoghi più suggestivi della città.
LUGANO - Si è conclusa un’altra intensa edizione di Lugano LongLake Festival, che per diciotto giorni ha trasformato la città in un laboratorio culturale a cielo aperto. Oltre 250 appuntamenti tra parco, lungolago e centro hanno confermato il valore di una manifestazione capace di andare oltre la semplice programmazione, creando uno spazio condiviso in cui linguaggi, pubblici e discipline diverse si incontrano.
Il festival si conferma un importante motore culturale, sociale ed economico, capace di attrarre decine di migliaia di persone e rafforzare l’attrattività estiva del territorio, grazie alla collaborazione tra istituzioni, operatori e associazioni.
Le diverse sezioni hanno contribuito a costruire un racconto articolato: Estival Jazz ha portato in Piazza della Riforma grandi nomi della scena internazionale, segnando anche un passo verso un modello più sostenibile; Blues to Bop ha restituito alla strada la sua dimensione di incontro attraverso concerti ravvicinati e partecipati; ROAM ha animato il Boschetto del Parco Ciani con sonorità contemporanee; Buskers ha trasformato il centro in un teatro diffuso.
Arte Urbana Lugano inoltre ha coinvolto il pubblico con l’installazione site-specific di Elia Varini, visitabile fino al 31 agosto, mentre Words ha offerto momenti di riflessione e memoria condivisa. La sezione Family ha invece ribadito la vocazione inclusiva e transgenerazionale del festival.
Numerose anche le collaborazioni con realtà del territorio, a conferma di un progetto capace di mettere in dialogo esperienze diverse. LongLake si distingue così come un ecosistema culturale aperto e accessibile, in cui la città stessa diventa protagonista.



