Barbara D'Urso porta in tribunale Mediaset

Tra le questioni che fanno parte della causa intentata dall'ex presentatrice, anche il mancato pagamento di diritti d'autore per tutti i programmi firmati in 16 anni di attività.
MILANO - L'arrivederci e grazie dato da Piersilvio Berlusconi non le era mai andato giù. Poi tutta una serie di dichiarazioni e controdichiarazioni, frecciatine a distanza e "complimenti" affidati ai settimanali di gossip avevano inacidito lo scontro, culminato con un post su un profilo ufficiale di Mediaset dove la "Barbara nazionale" si era sentita ingiuriata.
Pretendeva delle scuse, ma le scuse dai Berlusconi non erano mai arrivate. Una precisazione sì: erano stati degli hacker, dichiarò inizialmente l'azienda, salvo poi ammettere che il bug veniva dall'interno, scusandosi con i followers. Ma non con la conduttrice. Che ha deciso adesso di affidare a un giudice la querelle con l'azienda dove per anni era stata star indiscussa fino alla morte del Cavaliere.
Dopo il tentativo di mediazione dei suoi avvocati con i legali di Mediaset, la questione si trasferisce dunque in un'aula di tribunale. Di mezzo non c'è soltanto la lesa onorabilità professionale e personale della D'Urso e dunque la violazione del Codice etico del gruppo, ma stando ai suoi legali anche il mancato pagamento dei diritti per i programmi che l'ex presentatrice Mediaset ha firmato in 16 anni come autrice.
Inoltre, il contenzioso muove anche attorno a una controversa "questione ospiti": la conduttrice avrebbe dovuto sottostare a una approvazione da parte delle produzioni dei programmi di Maria De Filippi e Silvia Toffanin prima di invitare qualcuno all'interno delle sue trasmissioni. Un fatto che, a detta dei bene informati, ha a che fare con vecchi attriti mai sopiti fra le due donne di punta del Biscione e la conduttrice di Pomeriggio 5. Biscione che affida comunque a uno dei suoi avvocati, Andrea di Porto, una nota nella quale si sottolinea che «l'azione legale contiene una ricostruzione dei fatti strumentale e non corrispondente alla realtà» e che «le pretese risarcitorie della conduttrice sono del tutto infondate». Dopo avere ricordato la correttezza della condotta di Mediaset, l'avvocato si dice fiducioso «sull'esito della controversia».
Anche la società di produzione di Maria De Filippi - la Fascino - dopo la diffusione della notizia dell'azione giudiziaria intrapresa da Barbara D'Urso e le accuse di liste di ospiti che avrebbero dovuto essere "vidimate" dalla società della De Filippi prima di passare in tv, smentisce tale ricostruzione esternata dagli avvocati della conduttrice.




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