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«Non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro»

Le (dure) parole di Giorgia Meloni, riguardo alla tragedia di Crans-Montana, durante la tradizionale conferenza stampa di inizio anno.
Imago/Zuma Press
Fonte Ats ans
«Non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro»
Le (dure) parole di Giorgia Meloni, riguardo alla tragedia di Crans-Montana, durante la tradizionale conferenza stampa di inizio anno.

ROMA - «Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili, responsabilità devono essere individuate e perseguite».

Si è espressa così oggi la premier italiana Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di inizio anno, in corso a Roma, in merito alla tragedia di Capodanno.

«Leggo che esisterebbero dei video della responsabile del locale ripresa mentre scappava con la cassa e se questo è vero penso che si debba essere implacabili», ha detto Meloni.

«Ancora troppi perché»
«Quando sono usciti i primi video sono rimasta molto colpita» dal fatto che «alcuni di questi ragazzi rimanessero (...) quando c'erano già le fiamme e non capivo perché. La cosa più intelligente l'ha detta una delle mamme, la musica continuava ad andare e avendo dei ragazzi molto giovani una soglia del pericolo più bassa della nostra non ha aiutato: perché non è stata fermata la musica? Perché non è stato detto ai ragazzi di uscire? Perché il sindaco non faceva controlli...? Ci sono troppi perché che hanno prodotto la tragedia di Capodanno in Svizzera», ha affermato la presidente del Consiglio italiana.

«Credo sia stato devastante per tutti«, ha poi chiosato Meloni, rispondendo a una domanda sulla tragedia del Le Constellation posta durante la conferenza a Roma. «Mando ancora un abbraccio alle famiglie che sono state coinvolte», ha affermato.

In Italia «norme più rigide che in Vallese»
«Dopo quello che è accaduto a Crans-Montana ho chiesto una relazione per capire se sarebbe stato possibile in Italia», ha sostenuto Meloni.

«Le nostre norme sono più rigide di quelle che ci sono nel Cantone (Vallese n.d.r) però io penso che quando accadono queste cose ci si debba sempre chiedere cosa si può imparare», ha continuato la premier.

«Dovremmo ragionare sulla possibilità di vietare nei locali al chiuso l'uso di scintillii sulle bottiglie che è un elemento che può essere pericoloso. Avendo imprenditori abilissimi io penso che possano trovare altri 1'000 modi di festeggiare senza rischiare che un locale vada a fuoco», ha affermato Meloni.

«Le famiglie non saranno sole»
Sempre in relazione alla tragedia di Capodanno, la premier italiana ha ribadito che «l'avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo».

«Siamo pronti - ha detto Meloni - a fornire alle famiglie tutta l'assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole».

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