Chiedono soldi ai passanti: ecco chi sono i mendicanti di Lugano

Da inizio anno 119 persone controllate. La Polizia comunale: «Di nazionalità rumena e soggiornanti in Italia». E avverte: «Non finanziate l'inganno»
LUGANO - L’immagine è stata immortalata ieri pomeriggio per le vie del centro di Lugano. Una scena che si ripete spesso, soprattutto nelle vicinanze delle feste natalizie: persone che chiedono soldi ai passanti. C’è la ragazza timida che per sfinimento non riesce a dire no e finisce per dare il franchetto (come si vede dal video), e c’è l’anziana che si indigna e alza la voce mandandoli via.
L'accattonaggio continua a essere presente sulle strade di Lugano. Lo scorso anno la Polizia Città di Lugano è intervenuta in 218 occasioni di cui 164 su richiesta e 54 nell’ambito di controlli preventivi. In totale sono state controllate 199 persone. «Un fenomeno che risulta sostanzialmente stabile nel corso degli ultimi anni, pur presentando alcune oscillazioni legate prevalentemente alla stagionalità», ci spiega la polizia. Quest’anno gli agenti hanno già effettuato 149 interventi complessivi, di cui 96 su richiesta e 53 nell'ambito di controlli preventivi. Le persone controllate sono state 119. Si tratta di cifre ancora parziali, che non consentono un confronto diretto con il dato annuale del 2025, ma che documentano il permanere dell'attività di controllo sul territorio cittadino. «In alcune circostanze gli interventi hanno comportato il controllo delle persone interessate; in altri casi, al momento dell’arrivo delle pattuglie, le persone segnalate avevano già lasciato il luogo oppure la segnalazione non ha trovato riscontro».
Più presenze durante le festività
La presenza di persone dedite all'accattonaggio non è uniforme durante tutto l'anno. «Osserviamo una maggiore presenza di accattonaggio verso la fine dell’anno, in prossimità delle festività natalizie, mentre in altri periodi la loro presenza sul territorio cittadino risulta sensibilmente più contenuta, talvolta pressoché assente». Le vie del centro sono quelle più battute, ma non solo. «Oltre il 70% dei controlli effettuati lo scorso anno ha riguardato il centro cittadino, in particolare le aree in prossimità dei centri commerciali, ma anche quelle vicine ai parcheggi pubblici, come gli autosili».
Prevalentemente persone provenienti dalla Romania
Ma chi sono le persone che chiedono l'elemosina a Lugano? «Si tratta prevalentemente di singoli individui o piccoli nuclei di persone, spesso legati tra loro da rapporti di parentela. I riscontri raccolti indicano che si tratta in prevalenza di persone di etnia rom, di nazionalità rumena e soggiornanti in Italia». Nel corso dei controlli non sarebbero tuttavia emersi elementi sufficienti per ricondurre queste presenze all'attività di gruppi organizzati. Un distinguo importante, soprattutto alla luce delle preoccupazioni che in passato avevano accompagnato il fenomeno e delle ipotesi di un accattonaggio gestito attraverso reti criminali.
Cosa rischia chi chiede l'elemosina
In Ticino l'accattonaggio è sanzionato dall'articolo 2 capoverso a della Legge sull'ordine pubblico. La contravvenzione è di competenza comunale. In caso di recidiva, la persona viene segnalata al Ministero pubblico o al Magistrato dei minorenni, che provvedono a informare l'Ufficio della migrazione. In determinate circostanze, nei confronti delle persone straniere può essere disposto un divieto d'entrata dalla Segreteria di Stato della migrazione.
«Non finanziare l'inganno»
Già nel giugno del 2023 la Polizia comunale aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione intitolata «Non finanziare l'inganno. Tira dritto e chiama la Polizia. Per chi ha bisogno gli aiuti ci sono!». L'obiettivo era mettere in guardia i cittadini dai comportamenti molesti e dalle possibili situazioni di raggiro, invitandoli a non consegnare denaro a chi potrebbe sfruttare la generosità altrui per alimentare attività illegali. Un invito che valeva ieri, e che vale ancora oggi. «Spesso a essere avvicinate per chiedere soldi sono le persone più fragili o gli anziani. La campagna - spiega la Polizia - mirava anche a ricordare che esistono forme di sostegno concrete per chi si trova realmente in difficoltà. Il messaggio che si vuole far passare non è dunque quello di scoraggiare la solidarietà, ma di indirizzarla verso progetti e iniziative sociali attivi sul territorio, affinché l'aiuto raggiunga effettivamente chi ne ha bisogno».



