Apprendisti agricoli fino a 51,5 ore: il PC chiede chiarimenti al Governo

Il Partito Comunista solleva dubbi su condizioni e carichi di lavoro per gli apprendisti agricoli in Ticino.
BELLINZONA - Quanti giovani seguono in Ticino una formazione agricola o orticola? Quanti abbandonano l’apprendistato e per quali ragioni? Sono alcune delle domande rivolte al Consiglio di Stato da Lea Ferrari e Massimiliano Ay, per il Partito Comunista, in una bozza di interrogazione datata 29 settembre e intitolata «Condizioni allarmanti per chi garantirà il nostro cibo di qualità?».
L’atto punta l’attenzione sulle condizioni di lavoro durante l’apprendistato agricolo, in particolare quello di orticoltore. Secondo quanto riportato nel documento, in Svizzera questa professione viene insegnata nelle scuole di Châteauneuf, Ins e Mezzana. Si tratta, sottolineano i due firmatari, di persone chiamate in futuro a garantire un settore agricolo sano e considerate essenziali per l’approvvigionamento e la sovranità alimentare, richiamata dall’articolo 14 della Costituzione cantonale.
Il primo gruppo di domande riguarda il numero di apprendisti e apprendiste iscritti a questa formazione in Ticino. Ferrari e Ay chiedono inoltre se siano stati registrati abbandoni prima della conclusione del percorso e, in caso affermativo, se ne siano state indagate le motivazioni.
Al centro dell’interrogazione vi è poi il carico di lavoro. A fronte delle 42 ore settimanali indicate come tipiche per un apprendistato, il documento parla di 48 ore per l’AFC in orticoltura e di 51,5 ore per l’AFC agricolo. Il Partito Comunista domanda quindi come intenda intervenire il Consiglio di Stato per rendere più attrattive queste professioni e se sia stato affrontato il rischio di esaurimento durante la formazione.
I firmatari chiedono anche se le condizioni di lavoro degli apprendisti orticoltori ticinesi possano essere giudicate «estenuanti», proponendo un confronto con gli altri percorsi formativi offerti dal Centro professionale del verde.
Un ulteriore punto concerne la capacità delle strutture agricole presenti nel Cantone di assumere apprendisti. Secondo Ferrari e Ay sarebbe importante valutarla e investire nella promozione della formazione agricola e orticola, collaborando con le aziende locali e garantendo un quadro lavorativo sano.
Infine, l’interrogazione affronta la formazione in ambito biologico, considerata uno strumento per rendere più resiliente e diversificato il mercato del lavoro agricolo ticinese. Al Governo viene chiesto come questo indirizzo venga promosso a Mezzana, quanti posti di apprendistato siano attualmente occupati nelle aziende biologiche e se in futuro sia ipotizzabile un percorso di studi interamente dedicato al biologico.



