Abusi a scuola, il PS: «Fare chiarezza senza strumentalizzazioni»

Il partito invita a evitare strumentalizzazioni politiche e generalizzazioni, puntando su responsabilità individuali e trasparenza.
LUGANO - Fare piena luce sui comportamenti inadeguati nelle scuole, accertare le responsabilità e rafforzare la prevenzione, senza però trasformare vicende delicate in strumenti di polemica politica. È la posizione del PS Ticino sul caso dell’ex docente del Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA), allontanato dall’istituto e il cui rapporto di lavoro è cessato nel 2025.
Per il partito, la tutela delle allieve e degli allievi deve essere la priorità assoluta: ogni segnalazione deve essere presa sul serio, verificata e, quando le responsabilità sono accertate, seguita dalle misure necessarie. Occorre tuttavia distinguere, sottolinea il PS, le responsabilità individuali da quelle istituzionali.
Il partito respinge quindi gli attacchi rivolti dalla Lega dei Ticinesi al Consiglio di Stato e al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), in particolare le insinuazioni su una presunta protezione di persone in base alla loro appartenenza politica. Si tratta, secondo il PS, di un’accusa grave che, se non sostenuta da prove chiare, «rimane un’illazione che non rende conto del lavoro svolto».
Il PS ricorda che la consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti ha dichiarato pubblicamente che, una volta giunta alla direzione del Dipartimento, la segnalazione riguardante il CSIA è stata presa sul serio e sono state adottate le misure necessarie. Il DECS ha avviato accertamenti disciplinari e il rapporto di lavoro con il docente è terminato nel 2025. Nelle scorse settimane si è inoltre chiuso il concorso per la nuova direzione dell’istituto.
Anche il Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti (SISA) ha riferito di avere segnalato la situazione al Dipartimento nel giugno del 2024 e ha accolto con soddisfazione la successiva cessazione del rapporto di lavoro.
Più in generale, il PS richiama le misure introdotte negli ultimi anni per tutelare l’integrità delle allieve e degli allievi. Nel giugno del 2023 sono entrate in vigore direttive sui comportamenti inadeguati nelle scuole cantonali, con l’obbligo di notifica da parte delle direzioni. Nel novembre del 2024 le disposizioni sono state estese alle scuole comunali. In diversi casi sono inoltre stati adottati provvedimenti disciplinari, mentre il DECS sta lavorando per rafforzare la prevenzione, la formazione e i canali di ascolto e segnalazione.
«Gli abusi e i comportamenti inadeguati non hanno un colore politico», ribadisce il PS: devono essere affrontati indipendentemente dalle appartenenze, presunte o effettive, delle persone coinvolte. Il partito invita anche a evitare generalizzazioni nei confronti del corpo docente. In Ticino lavorano circa 7’000 docenti cantonali e la stragrande maggioranza, sottolinea, svolge ogni giorno con professionalità e dedizione un compito fondamentale per la società. I comportamenti inadeguati di singole persone, per quanto gravi, non possono quindi diventare un pretesto per screditare un’intera categoria.
Il PS riconosce infine che resta ancora molto lavoro da fare per promuovere una cultura del rispetto dentro e fuori dalla scuola. Non basta intervenire quando un problema emerge: servono formazione, prevenzione, strumenti di ascolto accessibili e risorse adeguate per evitare che situazioni simili si ripetano. La tutela dell’integrità personale di allieve e allievi, conclude il partito, deve rimanere una priorità per l’intero Cantone e non diventare oggetto di «evidenti attacchi pre-elettorali».



