«No all'ampliamento dell'A2 tra Mendrisio e Melano»: l'ATA si oppone al progetto

L'associazione propone una galleria alternativa e chiede di rivedere le valutazioni sull'aumento del traffico.
L'associazione propone una galleria alternativa e chiede di rivedere le valutazioni sull'aumento del traffico.
MENDRISIO - L'ATA (Associazione traffico e ambiente), sezione Ticino, si oppone al progetto di ampliamento dell'autostrada A2 tra Mendrisio e Melano, che prevede, tra gli altri interventi, l'allargamento del viadotto Lenaccio e la realizzazione di pareti foniche. L'associazione ha trasmesso la propria opposizione al Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), contestando in particolare le valutazioni sull'impatto fonico e le conseguenze dell'aumento della capacità autostradale.
Il nodo della terza corsia dinamica
Secondo l'ATA, contrariamente a quanto indicato nella documentazione ufficiale, il progetto comporterebbe una modifica sostanziale dell'autostrada. Il motivo è legato al futuro PoLuMe, che prevede l'utilizzo della corsia di emergenza come terza corsia dinamica nei momenti di traffico intenso.
Una soluzione che, secondo l'associazione, aumenterebbe sensibilmente la capacità dell'infrastruttura e, di conseguenza, i volumi di traffico. Per questo motivo, l'intervento dovrebbe essere considerato una modifica sostanziale ai sensi dell'articolo 8 dell'Ordinanza contro l'inquinamento fonico (OIF), con tutte le conseguenze del caso per le verifiche ambientali.
«Valutazioni foniche da rifare»
Una delle principali contestazioni riguarda proprio il rumore. L'ATA ritiene che la valutazione delle emissioni foniche contenuta nel progetto non sia corretta, poiché non tiene conto della futura realizzazione del PoLuMe nell'orizzonte temporale del 2050.
In particolare, nei calcoli non sarebbero stati considerati né l'impiego della corsia di emergenza come terza corsia dinamica, né l'aumento del traffico che ne deriverebbe in determinate fasce orarie.
L'associazione sottolinea inoltre che l'incremento della capacità stradale potrebbe generare ulteriore traffico, un fenomeno che, secondo l'ATA, sarebbe riconosciuto anche dall'Ufficio federale delle strade (USTRA).
Un'altra criticità riguarda la strada cantonale: nel rapporto, sostiene l'associazione, non vengono riportati i dati utilizzati per calcolarne le emissioni foniche. Questa mancanza impedirebbe di verificare gli scenari di traffico presi in considerazione.
Dubbi sull'efficacia delle pareti antirumore
Le perplessità dell'ATA si estendono anche alle misure di protezione fonica previste dal progetto. L'ampliamento della superficie stradale utilizzata, con l'introduzione della terza corsia dinamica, rischierebbe infatti di ridurre l'efficacia delle barriere antirumore.
Per l'associazione, quindi, non sarebbe sufficiente rivedere le previsioni sul traffico: occorrerebbe anche effettuare una nuova valutazione dell'efficacia degli interventi di protezione fonica.
Il rischio di un ritorno all'automobile
L'opposizione non si limita agli aspetti ambientali. L'ATA teme che l'aumento della capacità autostradale possa spingere una parte degli utenti a tornare a utilizzare l'automobile, compromettendo i risultati ottenuti negli ultimi anni grazie al potenziamento del trasporto pubblico da parte del Cantone.
Secondo l'associazione, l'ampliamento rischierebbe dunque di andare nella direzione opposta rispetto agli sforzi compiuti per favorire una mobilità più sostenibile.
La proposta: una galleria tra Melano e Maroggia
Alla luce di queste considerazioni, l'ATA chiede al DATEC di accogliere l'opposizione, sostenendo che il progetto non porterebbe alcun beneficio alla popolazione della regione. La posizione dell'associazione è netta: non dovrebbero essere realizzati né l'ampliamento tra Mendrisio e Melano né il PoLuMe.
Al loro posto, l'ATA invita l'USTRA a studiare una soluzione alternativa che permetta di superare definitivamente la cesura del territorio provocata dall'autostrada a Melano e Maroggia, attraverso la costruzione di una galleria.
Una proposta che, nelle intenzioni dell'associazione, dovrebbe accompagnarsi alla rinuncia all'utilizzo della corsia di emergenza come terza corsia dinamica.




