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Bocciate le due iniziative sulla giustizia targate MPS

Età pensionabile e destituzioni: il Parlamento vota contro
Bocciate le due iniziative sulla giustizia targate MPS
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Bocciate le due iniziative sulla giustizia targate MPS
Età pensionabile e destituzioni: il Parlamento vota contro

BELLINZONA - Doppio no del Granconsiglio alle iniziative sulla giustizia targate MPS.

In primis, i deputati Matteo Pronzini e Pino Sergi chiedevano l’abbassamento dell’età di pensionamento dei magistrati da 70 a 65.

Abbassare l'età da 70 a 65
La commissione giustizia e diritti ha interpellato il Consiglio della magistratura per un parere: quest’ultima, in una lettera a maggio, ha precisato come ritenesse adeguato l’attuale limite, sottolineando l’esperienza acquisita negli anni, l’assenza di problemi legati all’età e il rischio di rendere meno attrattiva la professione. L’iniziativa è stata respinta con 41 voti.

I due granconsiglieri proponevano anche di modificare la legge sull’organizzazione giudiziaria per affidare al Gran Consiglio la decisione sulla destituzione dei magistrati, su proposta del Consiglio della magistratura. L’obiettivo dichiarato è applicare il principio secondo cui «chi elegge deve anche destituire». un’iniziativa scaturita, verosimilmente, anche dopo la vicenda legata alla destituzione di Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti.

Oggi è il Consiglio della magistratura a poterla disporre. La modifica, secondo il rapporto della commissione, indebolirebbe la vigilanza disciplinare e potrebbe creare problemi sul diritto di ricorso. La maggioranza della commissione giustizia e diritti chiede quindi di mantenere invariata la legge.

Il Governo: si mantenga il sistema attuale
Il Consiglio di Stato, sulla base dei pareri del Tribunale d’appello e del Consiglio della magistratura, invitava però a mantenere il sistema attuale. Secondo il Governo, il cambiamento indebolirebbe i poteri disciplinari del Consiglio della magistratura e potrebbe creare un problema sul diritto di ricorso: la decisione del Parlamento non sarebbe infatti impugnabile davanti alla Commissione di ricorso sulla magistratura. Inoltre, attribuire al Gran Consiglio una funzione disciplinare rischierebbe di confondere l’alta vigilanza parlamentare con la vigilanza sulla magistratura e di compromettere la separazione dei poteri.

Anche in questo caso, l’iniziativa è stata respinta con 61 voti.

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