Da Tettamanti a Zali, quando il governo cambia in corsa

Oggi Piero Marchesi entrerà ufficialmente in carica, rimpiazzando il consigliere di Stato dimissionario. Ripercorriamo, dal 1960 ai nostri giorni, tutti i precedenti tra dimissioni, scandali e decessi in carica
BELLINZONA - Fra poche ore, Piero Marchesi dichiarerà la propria fedeltà alla Costituzione e alle leggi ed entrerà ufficialmente in carica come consigliere di Stato, subentrando dopo le dimissioni di Claudio Zali ─ a seguito del “terremoto politico” che lo ha colpito la scorsa estate ─ e riportando al completo la formazione dell’esecutivo cantonale. E se il subentro di un membro del governo è un fatto raro nella storia recente ticinese, basta tornare indietro di qualche decennio in più per incappare in numerosi precedenti.
Partenze, scandali e dimissioni
Riavvolgiamo le pagine del calendario fino all’inizio degli anni ‘60. Proprio nel 1960, a legislatura appena iniziata, Angelo Pellegrini subentrò infatti a un giovanissimo Tito Tettamanti, costretto a lasciare la carica per uno scandalo legato a una sanzione per frode fiscale. Sempre in quel quadriennio ─ che in realtà vide due avvicendamenti già nel corso 1959 ─ ci fu nel 1962 anche il subentro di Arturo Lafranchi, anch’esso conservatore, al posto di Alberto Stefani.
Nel 1965, Bixio Celio entrò in governo sostituendo il dimissionario Plinio Cioccari. Nel 1968 fu la volta di Alberto Lepori che prese il posto di Angelo Pellegrini, investito da una serie di polemiche che lo costrinsero a lasciare Palazzo delle Orsoline.
Un decennio più tardi, a terremotare il governo fu lo scandalo del Credito Svizzero, legato in particolare alla filiale di Chiasso. A farne politicamente le spese fu il consigliere di Stato Fabio Vassalli, sostituito nel 1977 da Fulvio Caccia.
Nella seconda metà degli anni ‘80 ci furono altri due avvicendamenti. Il primo, nel 1986, vide Giuseppe Buffi subentrare al dimissionario Carlo Speziali. La seconda, nel 1989, fu invece quello tra Dick Marty e Claudio Generali, con quest’ultimo che lasciò l’esecutivo per assumere la presidenza della Banca del Gottardo. Si arriva così al 2013, con l’elezione di Michele Barra, scelto all’unanimità dalla Lega dei Ticinesi per prendere il posto di Marco Borradori, eletto sindaco (in quel momento, di quindicina) di Lugano.
Deceduti durante la carica
Non furono tuttavia queste le sole partenze dal governo cantonale. Sempre fissando lo stesso limite temporale, quindi il 1960, sono stati tre i consiglieri di Stato venuti a mancare mentre erano in carica.
L’ultimo di questi fu proprio Michele Barra, nel 2013, deceduto a seguito di una malattia solo sei mesi dopo il suo subingresso a Palazzo delle Orsoline e che fu rimpiazzato da Claudio Zali. Per il caso precedente bisogna tornare al 2000, anno in cui scomparve Giuseppe Buffi. A rimpiazzarlo fu Gabriele Gendotti. L’ultimo salto a ritroso è ben più lungo e porta fino al 1964, con la morte di Franco Zorzi e l’entrata in governo di Argante Righetti.



