Nuovo aumento dei premi: ecco le reazioni di partiti e sindacati

Resta l'amaro in bocca per l'ennesimo rincaro, seppur più contenuto rispetto agli ultimi anni.
BELLINZONA - È del 3,7% l'aumento dei premi di cassa malati stimato per il 2027 in Ticino. E se il dato è meno pesante degli scorsi anni, e inferiore alla media nazionale, l'ulteriore rincaro non ci fa certo sorridere. Anche perché il Ticino resta il cantone con il premio medio più alto in assoluto, pari a 519,90 franchi.
Ma vediamo cosa ne pensano i partiti e i sindacati ticinesi.
Il PLR: «Una tendenza insostenibile. BIsognare frenare i costi»
«L’annuncio odierno conferma una tendenza ormai insostenibile», sottolinea il PLRT. «Ogni settembre discutiamo di come compensare l’aumento, ma troppo poco di come contenerne le cause. Il principio per il PLR è semplice: se vogliamo frenare i premi dobbiamo frenare la crescita dei costi sanitari. Spostare la fattura dagli assicurati ai contribuenti non la rende più leggera».
È su questo fronte che il PLR lavora a livello cantonale e federale. «In Gran Consiglio abbiamo recentemente chiesto una strategia cantonale di contenimento della spesa sanitaria, con monitoraggio dei costi, obiettivi misurabili e un utilizzo più incisivo degli strumenti di pianificazione dell’offerta. Siamo inoltre intervenuti sulla forte crescita di centri di fisioterapia, Spitex privati e infermieri indipendenti, chiedendo maggiore trasparenza e rigore. Il PLR si era già impegnato in prima linea a trovare una soluzione concreta, tempestiva e sostenibile degli sgravi e dei sussidi. Continueremo a lavorare in questa direzione anche nei prossimi mesi, in particolare sulla pianificazione ospedaliera, con l’obiettivo chiaro di aiutare le famiglie di fronte alle fatture delle Casse malati e rendere più efficiente il sistema della salute».
A livello federale il PLR vuole intervenire anche sugli incentivi che fanno lievitare i costi. «Con la mozione “Qualità invece della quantità”, ripresentata proprio oggi, chiede di superare un sistema che remunera soprattutto il volume delle prestazioni: il risultato della cura deve contare più del numero di esami, trattamenti e interventi effettuati. A questo si aggiungono EFAS, maggiore concorrenza e interventi sui prezzi dei medicamenti».
Il PS: «Ennesimo aumento che pesa»
«Si tratta dell’ennesimo aumento che pesa direttamente sui bilanci delle economie domestiche ticinesi, in un contesto nel quale il potere d’acquisto è già sottoposto a forti pressioni», scrive invece il PS. «A fronte di salari e rendite che non crescono nella stessa misura, aumentano infatti numerosi costi essenziali: oltre ai premi di cassa malati, anche affitti, energia e carburanti rappresentano una voce sempre più importante nei budget delle famiglie».
«Non sorprende quindi che i costi della salute rappresentino una delle principali preoccupazioni della popolazione. Di fronte a questa situazione sono due le urgenze: da un lato sgravare concretamente le famiglie, rafforzando il sistema dei sussidi; dall’altro intervenire per contenere la crescita dei costi sanitari».
Sul primo fronte, il PS «ricorda l’importanza dell’attuazione dell’Iniziativa per il 10%, approvata dal popolo ticinese il 28 settembre 2025. La prima tappa entrerà in vigore il 1° gennaio 2027».
Sul secondo fronte, contenere la crescita dei costi sanitari, il PS «chiede maggiore trasparenza e tempestività nella pianificazione e nel controllo del settore ospedaliero, in particolare quello privato. Il deputato e vicepresidente Danilo Forini ha presentato un’interpellanza che mette al centro i ritardi nella definizione della nuova pianificazione ospedaliera e chiede maggiore trasparenza sul controllo degli istituti ospedalieri, pubblici e privati. Il Gran Consiglio è infatti ancora in attesa dei messaggi relativi ai rapporti annuali dell’EOC più recenti e, per quanto riguarda gli istituti privati, non è ancora stato sottoposto al Parlamento alcun rapporto sui mandati di prestazione. Il PS Ticino chiede quindi al Consiglio di Stato di accelerare il lavoro, mettere a disposizione più dati sui flussi finanziari del settore sanitario e rafforzare la collaborazione tra Governo e Parlamento sul controllo dei costi ospedalieri e ambulatoriali».
L'OCST: «Il focus deve essere sulle cause»
«La crescita del premio di cassa malati non si arresta e per molte famiglie e molti pensionati ticinesi è l’ennesimo colpo al potere d’acquisto», dichiara dal canto tuo l'OCST. «Il problema è evidente: il reddito è sostanzialmente fisso, mentre cassa malati, affitto, energia e costo della vita continuano a crescere. E quando aumenta una spesa obbligatoria non rimane che tagliare altrove: una cena, una vacanza, un’attività culturale, un aiuto ai figli o ai nipoti. Piccole rinunce che, sommate anno dopo anno, significano una riduzione concreta della qualità di vita».
«In Ticino esiste fortunatamente la RIPAM, la riduzione individuale dei premi, che rappresenta un aiuto indispensabile per le economie domestiche con redditi più contenuti», viene sottolineato. «Ma anche questo strumento mette in evidenza una contraddizione del sistema: se i premi aumentano, cresce anche la pressione sugli aiuti necessari per renderli sopportabili e, di conseguenza, sulle finanze pubbliche. Il costo quindi non scompare. Una parte viene semplicemente trasferita dall’assicurato alla collettività. Si rischia così di entrare in un circolo vizioso: premi sempre più elevati, maggiore necessità di sussidi e maggiore spesa pubblica».
Il dibattito, secondo l'OCST, «dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle cause dell’aumento del costo complessivo della sanità: prezzi dei farmaci, prestazioni realmente necessarie, coordinamento delle cure, prevenzione, organizzazione ospedaliera e costi amministrativi. Allo stesso tempo bisogna avere il coraggio di discutere anche il finanziamento del sistema, valutando senza pregiudizi un maggiore legame con la capacità economica, un diverso contributo della fiscalità o altri modelli per l’assicurazione obbligatoria».
L'ACSI: «Spese di fisioterapia alle stelle. Necessario controllare l'offerta»
E anche l'associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI) dice la sua. «La tendenza non si placa: gli assicurati vedranno il proprio premio LAMal aumentare anche nel 2027, dopo diversi anni di incrementi consecutivi. La situazione ticinese rimane molto critica: dopo aver superato Ginevra nel 2026, il Ticino resta il cantone con il premio medio più elevato del paese. Una fetta enorme della popolazione, quasi un terzo dei cittadini, fa già ricorso al sussidio cantonale (RIPAM), la cassa malati è una delle cause principali d’indebitamento e vi è un preoccupante aumento delle spese pubbliche legate ai morosi. Gli assicurati ticinesi restano in attesa dell’applicazione concreta delle iniziative approvate lo scorso anno, in particolare dell’Iniziativa per il 10%, appoggiata anche dall’ACSI».
Le due principali specificità ticinesi sono note: età media dei pazienti più elevata e forte densità di fornitori di prestazioni sanitarie. «A questo proposito, una recente analisi della SUPSI ha messo in evidenza le eccezionali spese di fisioterapia in Ticino, superiori a quelle di tutti gli altri Cantoni, e che continuano a crescere ad un ritmo maggiore rispetto al resto del paese (+72% fra il 2017 e il 2023 in Ticino, +42% nello stesso periodo in Svizzera)».
L’ACSI continua a sostenere «la necessità di meglio controllare l’offerta e in particolare di interrompere il circolo vizioso degli incentivi sbagliati, che ricompensano quei fornitori di prestazioni che erogano un numero maggiore di cure e trattamenti. È altresì importante mantenere alto l’impegno a favore della qualità delle cure per ridurre le cure inutili e potenzialmente dannose».



