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Non sempre il cibo viaggia nelle condizioni previste

Guarnizioni usurate, vani di carico poco puliti e temperature non sempre adeguate. Ecco cosa è emerso dalle verifiche sui mezzi che trasportano alimenti in Ticino.
Non sempre il cibo viaggia nelle condizioni previste
Depositphotos (kaliel creator)
Fonte red
Non sempre il cibo viaggia nelle condizioni previste
Guarnizioni usurate, vani di carico poco puliti e temperature non sempre adeguate. Ecco cosa è emerso dalle verifiche sui mezzi che trasportano alimenti in Ticino.

BELLINZONA - Problemi di pulizia, temperature non sempre rispettate e merci trasportate in condizioni inadeguate. Sono alcune delle irregolarità emerse dalla campagna di controlli sui trasporti alimentari condotta durante l'estate 2026 in Ticino. Su 67 veicoli ispezionati, 11 (il 16%) presentavano almeno una non conformità. In un caso, le irregolarità hanno portato al respingimento di un carico oltrefrontiera.

È quanto emerge dal rapporto pubblicato oggi dal Laboratorio cantonale, che ha effettuato le verifiche in collaborazione con l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e il Reparto stradale della Polizia cantonale.

La pulizia è il problema più frequente
Le carenze maggiori riguardano le condizioni igieniche dei mezzi. In sette veicoli, pari al 10% di quelli controllati, sono state riscontrate lacune nella pulizia e nella sanificazione dei vani di carico e delle relative infrastrutture.

Tre trasporti hanno invece presentato problemi nella gestione della catena del freddo, mentre in due veicoli le guarnizioni delle celle refrigerate risultavano talmente usurate da non garantire più una chiusura ermetica.

Le verifiche hanno inoltre evidenziato tre irregolarità nelle condizioni di carico. In due casi sono emerse criticità nella separazione delle merci e nella gestione delle temperature. Tra gli esempi citati dal Laboratorio cantonale figura il trasporto di prodotti congelati all'interno di vani refrigerati a +4 gradi, con il rischio di compromettere la corretta conservazione degli alimenti.

In un altro caso, durante un trasporto di prodotti sfusi, i pallet di legno si trovavano direttamente a contatto con la merce.

Il 90% dei trasporti richiede temperature controllate
La campagna ispettiva ha interessato mezzi di diverse dimensioni, dai furgoni fino a 3,5 tonnellate ai camion da 44 tonnellate. Il 51% dei veicoli controllati apparteneva alla categoria più leggera, mentre il 45% aveva una massa compresa tra 16 e 44 tonnellate.

Il 90% dei mezzi trasportava alimenti refrigerati, surgelati o entrambe le tipologie. Soltanto il 10% della merce poteva viaggiare a temperatura ambiente. I carichi erano prevalentemente misti, mentre il 12% della merce controllata era costituito da prodotti sfusi.

Nonostante le irregolarità riscontrate, il bilancio generale è positivo. Nel 95% dei trasporti i sistemi di refrigerazione hanno garantito il rispetto delle temperature previste. Anche le condizioni igieniche sono risultate adeguate nel 90% dei mezzi, mentre il personale conducente è stato giudicato conforme ai requisiti di igiene e abbigliamento.

L'ultimo chilometro è il più delicato
Il rapporto individua tuttavia alcune vulnerabilità nel trasporto alimentare a medio raggio, soprattutto per quanto riguarda i veicoli più piccoli impegnati nelle consegne.

Il problema principale è legato alle frequenti aperture delle porte durante le operazioni di scarico. Ogni apertura provoca un aumento della temperatura all'interno del vano refrigerato e, nei mezzi con una potenza frigorifera limitata, il sistema di raffreddamento può non riuscire a compensare rapidamente il calore accumulato.

A questo si aggiunge l'usura delle guarnizioni e dei portelloni, particolarmente sollecitati nei veicoli leggeri utilizzati per le consegne frequenti.

Secondo il Laboratorio cantonale, la cosiddetta «consegna dell'ultimo chilometro» rappresenta quindi l'anello più delicato della catena del freddo. Il rischio di problemi nella conservazione degli alimenti tende ad aumentare lungo il percorso di distribuzione, raggiungendo i livelli più elevati nelle zone geograficamente più distanti dai centri di carico.

Per questo, pur sottolineando il buon livello generale del settore e la preparazione del personale, gli ispettori richiamano la necessità di rafforzare i protocolli di autocontrollo e prestare particolare attenzione ai tempi di sosta e alle temperature durante le consegne.

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