«Ritrovare la rotta»: presentati dieci cantieri per il Ticino

La Camera di commercio indica dieci aree chiave per favorire la crescita e la competitività del territorio. Tra le priorità proposte: spending review permanente, innovazione, formazione e una nuova strategia fiscale per il futuro del Cantone.
BELLINZONA - Una revisione permanente della spesa pubblica, meno burocrazia e una strategia economica di lungo periodo. Sono alcune delle proposte presentate dalla Camera di commercio, dell'industria, dell'artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti) in occasione della sua 109esima Assemblea generale ordinaria, in programma il 16 ottobre all'Espocentro di Bellinzona.
Nel suo intervento, intitolato «Ritrovare la rotta», il presidente Andrea Gehri invita il Cantone a superare la gestione delle emergenze per costruire una visione condivisa del futuro. Quattro le priorità indicate: finanze pubbliche sane, competitività economica, valorizzazione del capitale umano e pianificazione di lungo periodo.
Il primo nodo riguarda i conti cantonali. Secondo Gehri, lo squilibrio finanziario è ormai strutturale e richiede interventi incisivi. Da qui la proposta di una «Spending Review Ticino» permanente, per verificare compiti, priorità e spese dello Stato. L'obiettivo dichiarato non è ridurre la qualità dei servizi pubblici, ma rendere l'amministrazione più efficiente e sostenibile.
La Cc-Ti, che sostiene l'iniziativa «Stop all'aumento dei dipendenti cantonali», auspica inoltre un controprogetto che combini il contenimento degli effettivi con digitalizzazione, mobilità interna e revisione dei compiti statali.
Dieci cantieri per rilanciare il Cantone
La strategia della Camera di commercio si articola in dieci ambiti d'intervento. Oltre al risanamento finanziario e alla semplificazione amministrativa, Gehri propone una strategia fiscale «Ticino 2035» e un «Libro bianco Ticino 2040» per definire le priorità economiche del Cantone.
Tra gli altri cantieri figurano il rafforzamento della formazione duale, la riqualificazione professionale, una politica familiare e abitativa più incisiva, l'attrazione di imprese e talenti e la creazione di un «Ticino AI & Innovation Hub» dedicato all'innovazione e all'intelligenza artificiale.
Le tensioni internazionali
L'assemblea ha affrontato anche le trasformazioni dell'economia mondiale. Sergio Giraldo, esperto di energia e materie prime, ha analizzato le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, gli squilibri europei e le conseguenze dell'aumento dei costi energetici, del riarmo e degli investimenti nell'intelligenza artificiale. Giraldo ha richiamato il surplus record della Cina, sostenuto da uno yuan debole e da una domanda interna in difficoltà, la risposta degli Stati Uniti attraverso i dazi e il crescente peso di gas e petrolio nelle forniture europee. In questo scenario, l’Europa affronta la guerra commerciale divisa al proprio interno, mentre la Germania resta stretta tra il mercato americano e quello cinese.
Giraldo ha inoltre richiamato il ritorno di tassi d’interesse elevati, alimentati dall’inflazione legata all’energia, dagli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e dal riarmo. La tesi di fondo è che, dopo il lungo ciclo di crescita del dopoguerra e la globalizzazione seguita alla fine dell’Unione Sovietica, il mondo sia entrato in una nuova fase segnata dalla politica di potenza e dal confronto economico e militare tra Stati Uniti e Cina.
La parte conclusiva ha previsto un confronto tra la vicepresidente Cristina Maderni e il consigliere di Stato Christian Vitta sui risultati della collaborazione tra economia e istituzioni, dalle riforme fiscali all'apertura domenicale dei negozi, e sulle sfide ancora aperte, tra cui innovazione e risanamento delle finanze pubbliche.



