L'intelligenza artificiale entra in classe

Il DECS presenta la sua proposta di strategia
MENDRISIO - Come affrontare l'arrivo dell'intelligenza artificiale nel mondo della scuola? Quali opportunità offre e quali rischi comporta per l'apprendimento, le relazioni e il benessere degli studenti? Sono alcuni degli interrogativi al centro di «Dialoghi sull'IA», il convegno che mercoledì 14 ottobre ha riunito alla Filanda di Mendrisio rappresentanti del mondo scolastico e altri interlocutori per discutere del futuro dell'intelligenza artificiale nell'educazione.
L'appuntamento, promosso dal Centro di risorse didattiche e digitali (CERDD) del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), nell'ambito della collana «Benessere e digitale», ha registrato il tutto esaurito sia nella sessione mattutina sia in quella pomeridiana.
Una strategia per l'intelligenza artificiale nella scuola
Uno dei momenti centrali della giornata è stata la presentazione della proposta di Strategia per l'educazione e la formazione sull'intelligenza artificiale del DECS. Non si tratta ancora di un documento definitivo, ma di una base di lavoro destinata a essere discussa e sviluppata attraverso un percorso partecipativo.
La proposta è attualmente al vaglio di diversi attori interni ed esterni al Dipartimento. Il processo prevede consultazioni, incontri e approfondimenti con le varie componenti del mondo scolastico e con gli altri interlocutori coinvolti.
L'obiettivo è raccogliere osservazioni, sensibilità e contributi anche differenti, che serviranno a elaborare ulteriormente il documento prima della sua eventuale versione definitiva.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi, con l'intento di definire una strategia capace di orientare l'impiego dell'intelligenza artificiale nel contesto educativo secondo principi di responsabilità, spirito critico, etica e consapevolezza.
Al centro della riflessione non ci sono soltanto le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, ma anche le possibili criticità sul piano cognitivo, relazionale ed educativo. Questioni che il Dipartimento intende affrontare coinvolgendo le persone e le realtà direttamente interessate da questa trasformazione.
Dal cinema al teatro, passando per la filosofia
Il convegno ha scelto di affrontare il tema dell'intelligenza artificiale attraverso linguaggi differenti, affiancando agli interventi e ai momenti di confronto anche cinema, teatro, filosofia e poesia.
Ad aprire la giornata è stata la proiezione del film Wider than the Sky, seguita da un dialogo con il regista Valerio Jalongo. La pellicola ha offerto lo spunto per riflettere sul rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale, introducendo una prospettiva che va oltre gli aspetti strettamente tecnologici.
Nel pomeriggio, le proposte teatrali e i contributi filosofici hanno ampliato la discussione sul ruolo della scuola e sulle sue prospettive future, dando spazio anche alle emozioni, alla creatività e agli interrogativi sollevati dall'evoluzione tecnologica.
La giornata si è conclusa con la poesia Non dire di Alberto Nessi, proposta attraverso un contributo video nel quale è lo stesso autore a recitare i propri versi. Un momento dedicato all'ascolto e alla riflessione personale.
Il digitale non garantisce automaticamente il benessere
La scelta di intrecciare discipline e forme espressive diverse riflette l'impostazione della collana «Benessere e digitale», all'interno della quale si inserisce l'iniziativa.
Il principio di fondo è che tecnologia e benessere non siano necessariamente sinonimi. L'introduzione di nuovi strumenti digitali, da sola, non garantisce infatti un miglioramento dell'esperienza educativa. Il rapporto tra innovazione tecnologica e benessere deve essere costruito e accompagnato attraverso un lavoro di riflessione e consapevolezza.
È questa una delle finalità che orientano le attività del CERDD: promuovere un utilizzo del digitale che tenga conto delle persone, delle relazioni e della qualità dell'esperienza educativa, senza limitarsi alle possibilità offerte dagli strumenti tecnologici.
Un confronto aperto anche alle posizioni critiche
Il titolo «Dialoghi sull'IA» richiama la volontà degli organizzatori di lasciare spazio a punti di vista differenti, comprese le preoccupazioni e le posizioni critiche nei confronti dell'intelligenza artificiale.
La giornata di Mendrisio si inserisce quindi in un percorso più ampio, che non si esaurisce con la presentazione della proposta di strategia dipartimentale. Il confronto dovrà proseguire nei prossimi mesi, coinvolgendo le diverse componenti del mondo educativo.
L'obiettivo dichiarato è arrivare a un documento condiviso che permetta di affrontare le trasformazioni introdotte dall'intelligenza artificiale senza trascurarne le implicazioni umane, cognitive e relazionali, mantenendo al centro la sostenibilità, il benessere e la qualità dell'educazione.



