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LUGANO

Chi torna a casa e chi la lascia

La programmazione della seconda giornata del Film Festival Diritti Umani Lugano
Chi torna a casa e chi la lascia
FFDUL
Una scena di "L'enfant bélier".
Fonte FFDUL
Chi torna a casa e chi la lascia
La programmazione della seconda giornata del Film Festival Diritti Umani Lugano

LUGANO - Sarà una serata densa di appuntamenti quella della seconda giornata di FFDUL, il Film Festival Diritti Umani Lugano. La programmazione si distingue per le anteprime, le testimonianze dal vivo e uno sguardo su alcune delle crisi più urgenti del nostro tempo.

Il primo appuntamento è alle 17.30 al Cinema Corso con la proiezione, in concorso e in anteprima svizzera, di Effondrement (Collapse) di Anat Even (Francia, 2026 | 78 min | VO con sottotitoli in italiano e inglese). Nel documentario, la regista Anat Even racconta il proprio ritorno nella terra che un tempo chiamava casa dopo il 7 ottobre 2023, immergendosi nella realtà di una Gaza annientata. Even si aggira tra le macerie, raccogliendo video testimonianze che restituiscono la voce e il dolore di chi ha vissuto in prima persona la distruzione del territorio palestinese.

Alle 19, sempre al Cinema Corso, si tiene l'inaugurazione della mostra fotografica "Attiviste Saharawi", realizzata in collaborazione con i Comitati Svizzeri di Difesa al Popolo Saharawi. La mostra propone una serie di ritratti dedicati alle donne attiviste saharawi che si battono per i diritti del proprio popolo. All’inaugurazione, aperta al pubblico, partecipano Nadjet Hamdi, attivista saharawi, e Lucia Tramer per i Comitati Svizzeri di Difesa del Popolo Saharawi.

La giornata si chiude alle 20.30 con la proiezione del film in concorso L’enfant bélier di Marta Bergman (Belgio, Canada, 2025 | 94 min | VO con sottotitoli in italiano e inglese). Il docu-film porta sullo schermo due storie intrecciate: quella di due migranti che cercano di attraversare clandestinamente i confini europei nel retro di un camion verso l’Inghilterra, e quella di un poliziotto impegnato nella lotta ai trafficanti di esseri umani. La regista Marta Bergman sarà presente in sala per incontrare il pubblico al termine della proiezione.

Tra storie di resistenza, testimonianze personali e riflessioni sui confini del mondo, al centro del festival rimane l’impegno a dar voce a chi vive sulla propria pelle le grandi tensioni del nostro tempo.

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