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LUGANO

Lido San Domenico, tra due bandi e 4000 firme: «Ma il Municipio ascolta?»

Un'interpellanza interpartitica sollecita Palazzo Civico sul futuro dello stabilimento di Castagnola. Sullo sfondo la petizione che ha raccolto migliaia di adesioni in poche settimane
Lido San Domenico, tra due bandi e 4000 firme: «Ma il Municipio ascolta?»
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Lido San Domenico, tra due bandi e 4000 firme: «Ma il Municipio ascolta?»
Un'interpellanza interpartitica sollecita Palazzo Civico sul futuro dello stabilimento di Castagnola. Sullo sfondo la petizione che ha raccolto migliaia di adesioni in poche settimane

LUGANO - Da un parte il Municipio di Lugano e due bandi di concorso. Dall'altra una petizione per «salvare» il Lido San Domenico e quasi quattromila firme, finora, raccolte nel giro di poche settimane. È tra questi due "fuochi" che si inserisce oggi un'interpellanza interpartica ─ presentata da Nina Pusterla ─ in cui viene chiesto, in estrema sintesi, se a Palazzo Civico stiano ascoltando o meno la voce di quelle migliaia di cittadini che non vogliono che lo stabilimento di Castagnola diventi un'esclusiva. In altre parole, un luogo per pochi.

Facciamo un breve passo indietro. Nell'atto viene ripercorso l'ultimo biennio, dall'estate del 2024, quando sul lido «sembra incombere la parola fine», con l'esecutivo intenzionato a non rinnovare il contratto di gestione. Un'intenzione disinnescata da una petizione, che raccolse 6000 adesioni in pochissimo tempo, e da una mobilitazione che convinse il Municipio al passo indietro. La convenzione venne prolungata quindi di altri due anni.

«Il Municipio ha avuto due anni per pensarci»
Si arriva così alla stagione estiva archiviata da poco più di un mese. Due anni dopo. «Due inverni e due estati in cui il Municipio ha avuto il tempo di riflettere e ragionare sul futuro del Lido San Domenico, due anni in cui le prese di posizione pubblica sulla necessità urgente di spazi aggregativi e culturali liberi, sganciati da logiche commerciali, si sono moltiplicate», scrivono Pusterla e co-firmatari. «Eppure, quello che dopo due anni il Municipio partorisce sembra essere insensibile a tutto questo», proseguono, ricordando i due bandi di concorso che la Città ha pubblicato.

Per gli interpellanti «è chiaro che una volta di più a pesare nella scelta del Municipio è "l’appetibilità" di un luogo meraviglioso, del suo possibile ritorno economico, e in nessun modo la sua importanza quale spazio aggregativo, sociale e culturale». Ed è a questo punto che si inserisce la petizione popolare che approva il risanamento del Lido ma chiede di non snaturarne l'identità.

All'esecutivo viene quindi chiesto come valuta questa presa di posizione collettiva e di spiegare perché «ha ritenuto di dover pubblicare due concorsi distinti» ─ uno per un contratto di gerenza triennale e uno decennale ─ e «di non doversi assumere l'onere di progettare e rinnovare un proprio spazio»

Il focus delle domande si sposta quindi sulle «proposte culturali e aggregative concrete» che non vengono contemplate dai due concorsi. Il Municipio «intende prendere spunto da quanto creato dagli attuali gerenti del Lido San Domenico per garantire la presenza di proposte costruttive, multiculturali e originali alla portata di tutta la cittadinanza?» E ancora, in che modo l'esecutivo «intende verificare che i progetti e i lavori proposti dai concorrenti siano concepiti e realizzati confacentemente all’utenza e alle esigenze del Comune?». Parola alla Città.

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